di Valerio Lo Monaco
Uno degli elementi più costanti della modernità è l’ottusità. Ci se ne può accorgere anche da eventi recenti e recentissimi, come ad esempio il modo con il quale le istituzioni finanziarie e le Banche, se non il sistema in senso lato, stanno ponendo (anzi non stanno ponendo) rimedio alle storture generali che alla crisi stessa hanno portato. Nulla o quasi è cambiato: le Banche salvate dal fallimento con il denaro (e il futuro) di tutti hanno ricominciato, o non hanno mai smesso, di fare né più né meno ciò che hanno sempre fatto. La politica tutta ripete come un disco rotto che si deve puntare sulla crescita, malgrado sia stata proprio questa, esponenziale, a ridurci allo stato attuale. Continua a leggere questo articolo »
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di Patrizia Mazzola
Qualche domenica fa, nel mio condominio l’acqua si è ridotta al classico filo di seta che usciva dai rubinetti: assetati e a lungo andare anche un po’ puzzolenti, abbiamo cercato una soluzione, contattando nell’emergenza anche Amiacque; il lunedì pomeriggio in compagnia di un agguerrito idraulico ci siamo messi alla ricerca dell’ostruzione nella tubatura; prima di ogni cosa dovevamo individuare tutte le saracinesche che interrompevano il flusso dell’acqua, ma scoperto che una di queste si trovava proprio nel box dei vicini assenti per le vacanze, ci siamo attaccati al telefono per rintracciarli.Così costoro hanno candidamente confessato di aver chiuso “il rubinetto” nel loro box, tanto secondo loro si trattava di un “rubinetto tutto personale”. Continua a leggere questo articolo »
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di Paolo Merlini
“Oggi, in questo mondo sovraffollato, non credo ci resti, per viaggiare davvero, altra direzione che l’Aurora.” Paolo Rumiz - “Tre uomini in bicicletta” Feltrinelli
Alla fine non ho saputo resistere. Ho preso e me ne sono andato! Purtroppo (o per fortuna) non per sempre, ma solo per pochi, lunghi, indimenticabili giorni. Un po’ è stata colpa di Francesco Cataluccio che ha scritto un magnifico libro edito da Sellerio: “Vado a vedere se di là è meglio“. Continua a leggere questo articolo »
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di una cittadina abruzzese
Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Continua a leggere questo articolo »
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di Domenico Finiguerra
Acqua. Una grossa occasione di riscatto. Perduta. Il Partito Democratico avrebbe potuto cambiare strada e cercare di recuperare un rapporto con i movimenti. Giocare in prima persona (come dovrebbe fare un partito che ambisce a diventare una forza popolare) una partita strategica. Quella per l’Acqua Pubblica. Segnando una differenza importante con il centrodestra. Rispondendo con i fatti a chi l’accusa di essere il PDL meno L.
Da più parti, sopratutto dalla base, si sono moltiplicate le richieste e gli appelli ai vertici del partito, a Bersani &co, di stare dalla parte dell’Acqua Pubblica. Ma la cosa era, ovviamente, poco praticabile.
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La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante