Un anno di azione, senza lamentele

Si dice che quando un concetto è espresso in forma negativa (non fare questo, non inquinare, non usare plastica, …) il cervello lo percepisce con difficoltà. La mente infatti predilige parole pronunciate in termini positivi, che interiorizza, ricorda e comprende molto più facilmente.

Forse è per questo che ho sempre preferito il costruire al distruggere. Quello che però mi ha per tanto tempo frenata è stata la ricerca del “come si possa costruire. In questo viaggio di ricerca, un destino benevolo 10 anni fa mi ha fatto incontrare sul mio selciato il Movimento per la Decrescita Felice. Un gruppo nazionale, laico, apartitico, appassionato, fondato da Maurizio Pallante e da un gruppo di eretici della crescita.

Nato allo scopo di mettere duramente in discussione il sistema in cui viviamo, ha fatto qualcosa di coraggioso. Ha proposto e ancoro la fa, alternative concrete verso un modello completamente diverso di esistenza, di gestione della cosa pubblica e di economia.

Ed è per questo motivo che del passato 2018 voglio ricordare non solo gli aspetti più tragici del cambiamento climatico in atto, del dominio dell’uomo sugli esseri umani più deboli, sugli animali e sulla natura, ma tutto ciò che ha migliorato il nostro Paese.

Per non perderlo.

Sto parlando delle migliaia di progetti concretizzati da essere umani che hanno scelto un’altra strada, quella del contributo al Ben-Essere della Terra in cui vivono. La speranza per l’anno che è appena spuntato è proprio questa. Partire da qui. Dalla bellezza creata da chi fa la propria parte, semplicemente perché non ne può fare a meno.

Persone che evitano i “non” e che agiscono spinti dal fuoco sacro del “facciamo”.  Per ogni mese voglio ricordare una di quelle azioni. Affinché questo 2019 sia un anno di Azione per il Miglioramento della Terra che ci ospita, e non di lamentele sterili su quello che non va.

Un anno di attivismo, un anno di Decrescita Felice.

di Lucia Cuffaro, pres. Movimento per la Decrescita Felice

Foto Lucia Cuffaro

 

GENNAIO 2018

A Milano il progetto Recup: il recupero del cibo invenduto nei mercati a favore della comunità.

Nel 2018 prende ancor più piede il progetto di volontariato Recup. Da viale Papiniano a Lambrate, in diversi mercati milanesi è attiva l’associazione di promozione sociale impegnata contro lo spreco alimentare, attraverso recupero e redistribuzione del cibo invenduto. Durante la fase di chiusura del mercato, i volontari dell’associazione, circa trenta suddivisi tra le varie zone, si rivolgono ai commercianti, chiedono in dono le eccedenze e le portano in un punto di raccolta, dove chiunque può prenderle: in questo modo, frutta e verdura che sarebbero altrimenti sprecate vengono recuperate. Ad approfittare dell’attività non sono solo persone indigenti: non si tratta, spiegano infatti i volontari, di un’attività di assistenza sociale, ma di un progetto collettivo e collaborativo, che ricrea il senso di comunità, riportando dignità al cibo e anche alle persone. Nel perseguire l’obiettivo di ridurre al minimo lo spreco alimentare, i volontari di Recup semplificano le attività di smaltimento dei rifiuti, elaborano nuovi metodi per valorizzare anche frutta e verdura ancora commestibile e, soprattutto, sviluppano dialogo e rapporti sociali nella realtà del mercato: il recupero non è quindi soltanto alimentare, ma anche di relazioni.

Da Storie di economia circolare

 

FEBBRAIO 2018

Made in carcere, il brand che ridà speranza alle donne  in carcere.

Producendo braccialetti, borse e vestiti ecosostenibili imparano a lavorare e ritrovano fiducia in se stesse e in un futuro migliore. Una seconda chance offerta alle donne detenute e allo stesso tempo alle stoffe di scarto destinate al macero. Il brand Made in carcere nasce nel 2007 da un’idea della cooperativa sociale pugliese “Officina Creativa”, che inizia ad offrire un contratto di lavoro alle donne detenute per reati minori, proponendo ore di attività sartoriali all’interno delle stesse strutture di reclusione. Made in carcere, voce del verbo “credere”. Fondatrice del brand, Luciana Delle Donne, con un passato da manager bancaria e oggi impegnata in strategie di inclusione sociale con una particolare attenzione al mondo femminile.

MARZO 2018

Cangiari, il primo marchio italiano di alta moda etica è made in Calabria e sfida la ’ndrangheta 

Cangiari vuol dire “cambiare” in calabrese. È un marchio di moda etica realizzato dalla cooperativa sociale Goel, per sfidare la ’ndrangheta e non solo.  “Vogliamo raccontare un’attitudine al fare, una consapevolezza che osserva il mondo e lavora per migliorare la qualità della vita di tutti – spiega Linarello, Presidente del Gruppo Goel –. Per fare questo dobbiamo cambiare rotta, provare a modificare le priorità economiche, sociali, di scambio che regolano il nostro quotidiano. La posta in gioco è il futuro e l’economia della società intera: la sfida è riuscire a provare che non solo l’etica è giusta, ma funziona meglio. Dà utili e profitti e questo risultato, da solo, può delegittimare l’economia mafiosa”.

Da Lifegate.

 

APRILE 2018

Al box 95 del mercato Trionfale la signora che compra i rifiuti. Silvia Cavaniglia e il progetto Nonsonorifiuti per creare lavoro con il Riciclo

A Roma sempre più cittadini frequentano il box di Silvia. Dall’amore per il mare e dalla voglia di liberarlo dalla plastica che ha inizio la storia di “Box 95”: un banco del mercato rionale Trionfale che all’ombra della cupola di San Pietro, e in attesa che si realizzino i mirabolanti piani del Comune, è diventato un modello del riciclo fai-da-te. A due passi dai banchi del pesce e in mezzo alle cassette cariche di clementine e peperoni, infatti, Silvia Cavaniglia, 46 anni, compra i rifiuti della gente. Ovvero paga i flaconi di detersivo, i giornali, le scatole di fagioli e di tonno, le pentole, le caffettiere e quant’altro di cui ci si vuole liberare, a patto che i contenitori siano puliti. Lei, che nel curriculum ha 13 anni di servizio in una cooperativa satellite dell’Ama – la municipalizzata che gestisce l’immondizia a Roma – seleziona i rifiuti, li compatta e poi li rivende alle aziende che con gli scarti producono nuova materia. Spesso preziosa. Esempio. Il filo per la stampante in 3D? È “figlia” dei tappi, quelli di bottiglia. L’olio fritto della bella padellata di olive ascolane? Progenitore del biodiesel. E così via con la second life.

Da Repubblica 

MAGGIO 2018 

Ue: Europarlamento fa il primo contro la plastica vietando cannucce e posate monouso dal 2021

Dopo le pressioni di tutte le associazioni ambientaliste europee e  dell’opinione pubblica a maggio 2018 l’annuncio di Bruxelles. A Ottobre l’approvazione. Il Parlamento europeo ha approvato il divieto al consumo nell’Unione Europea di alcuni prodotti in plastica monouso, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini. La nuova normativa, che ora deve essere concordata con i governi rappresentati al Consiglio dell’Ue, prevede di vietare a partire dal 2021 la vendita all’interno dell’UE di articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini.
Da Agi 

GIUGNO 2018

A Bologna, apre Camilla il primo supermercato autogestito in Italia, in cui ci sono solo i prodotti esclusi da grande distribuzione e dove ognuno contribuisce al progetto.

I Soci sono i Clienti ma anche cassieri, scaffalasti e magazzinieri. “Il nostro sogno è quello di riuscire a ricostruire delle filiere di cibo che siano brevi e, soprattutto, trasparenti”, spiegano i soci. I prodotti in vendita provengono da fornitori selezionati secondo criteri di sostenibilità, rispetto del lavoro, qualità, mentre i “prezzi vengono abbassati al minimo, perché devono coprire solo i costi di gestione, mano a mano che il numero di soci crescerà, i costi diminuiranno”. Lontana dalle logiche della grande distribuzione e promotrice del “mangiar sano”, questa “piccola impresa collettiva” ha il suo modello ispiratore a New York, a Brooklyn, dove 40 anni fa nacque la cooperativa di Park Slope che oggi conta più di 17mila soci. “Siamo consumatori, ma possiamo anche essere attori del cambiamento”

Da Il Fatto Quotidiano.

LUGLIO 2018

Un nuovo modo di giocare a calcio, senza differenze di sesso, età o abilità. Da 10 anni Calcio Sociale è il sole che scaccia via le ombre di degrado a Corviale (Roma) con un occhio all’ambiente.

Leggi “Corviale” e pensi subito al Serpentone. Una suggestione edilizia d’avanguardia, tramutatasi rapidamente in un incubo di abbandono, povertà e degrado. Ma da qualche anno Corviale fa rima con Calcio Sociale: un progetto di inclusione in contesti giovanili ad alto rischio di devianza, figlio del lavoro appassionato dell’omonima società sportiva dilettantistica Onlus. Calcio Sociale è un modo di riscrivere le regole dello sport più amato d’Italia: possono giocare tutti, dai 10 ai 90 anni. Senza distinzione di sesso o di bravura, con un regolamento che antepone il collettivo al gruppo e consente anche ai diversamente abili di divertirsi con i normodotati. L’hub di Calcio Sociale, dal 2009, è il Campo dei Miracoli di Corviale: un centro polifunzionale innovativo, riconosciuto come il primo vero esperimento di “Architettura Sociale” in una periferia romana. Legno, argilla, canapa, canniccio, pannelli solari, geotermia. Per realizzare struttura e prato sintetico del Campo dei Miracoli non sono stati utilizzati né cemento, né plastica.

Da Storie di economia circolare

AGOSTO 2018

Terza edizione del Bike tour della Decrescita Felice. 450 chilometri in 10 giorni, vecchi amici e nuovi incontri, tante storie ecologiche e felici.

Si è concluso a Napoli il III Bike Tour della Decrescita Felice, un viaggio “Zero Oil” che ha visto pedalare da Roma a Napoli oltre 50 attivisti in bicicletta. Un viaggio per conoscere e far conoscere una diversa mobilità – più lenta, attenta ed ecologica – ma anche un diverso modo di vivere, orientato alla tutela del Bene Comune, al rispetto per l’Ambiente, alla diffusione di una profonda consapevolezza e di stili di vita più sostenibili e felici. Tanti compagni di viaggio, in linea con tutto ciò che il Movimento della Decrescita Felice da sempre afferma e pratica: la consapevolezza che il cambiamento sia quotidiano e personale e che la rivoluzione più importante sia quella che ha inizio nelle proprie abitudini, negli stili di vita, nei consumi sobri e nel piacere della condivisione.

Per saperne di più.

SETTEMBRE 2018
Piccoli Davide contro il Golia della Multinazionali. Biologico in Italia in salita. Al sud i risultati migliori. 

A settembre scorso sono stati presentati al SANA (Salone internazionale del biologico e del naturale) di Bologna i dati riguardanti l’andamento del biologico in Italia nel 2016. Numeri che riportano crescite a due cifre sia per quanto riguarda la produzione agricola che i consumi, confermando ancora una volta che il settore gode di ottima salute. I numeri sull’agricoltura biologica, raccolti dal Sinab mostrano una crescita del 20% sia per quanto riguarda le superfici che gli operatori. Il settore interessa quasi 1.800.000 ettari, corrispondenti al 14,5% della superficie destinata a uso agricolo. Le aziende sono oltre 70mila, il 4,4% delle aziende agricole italiane. La regione in cui si trova la maggior estensione è la Sicilia, seguita da Puglia e Calabria: nel complesso ospitano quasi la metà della superficie coltivata a biologico. Per quanto riguarda gli orientamenti produttivi, la maggior estensione è destinata a colture foraggere (19%), prati e pascoli (18%) e cereali (17%). Seguono l’olivo, il pascolo magro e la vite. Gli ortaggi occupano solamente il 2,4% della superficie, estensione che però nel 2016 ha visto una crescita del 48%.
Da Il Fatto Quotidiano.

OTTOBRE 2018 

#IO STO CON RIACE. Riace, il sindaco Lucano arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: manifestazioni e azioni di solidarietà in tutta Italia

Il sindaco di Riace (Reggio Calabria), Domenico Lucano, diventato un simbolo dell’accoglienza per i migranti, il 2 ottobre viene arrestato dalla guardia di finanza. Le accuse  sono favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Il 6 ottobre, almeno cinquemila persone hanno invaso Riace per manifestare la propria solidarietà a Mimmo Lucano.

NOVEMBRE 2018
Beehave: l’app ideata da due poco più che maggiorenni trentini per salvare le api e che ha già fatto il giro del mondo.

Minacciate da pesticidi e cambiamenti climatici le api hanno bisogno di aiuto. Beehave è un’applicazione che monitora in tempo reale lo stato di salute di api e alveari, per proteggerli e curarli al meglio e in modo tempestivo. Daniele Dassatti e Andrea Zain vincono il premio Pitch Your Project to the EU.

Qui trovate BEEHAVE, scaricabile gratuitamente

 

DICEMBRE 2018

Bari, 25 euro al mese per chi va a lavoro in bici: è il primo capoluogo in Italia a rimborsare i ciclisti.

Sul conto corrente arriverà ogni mese un bonifico fino a 25 euro. È il premio in contanti che il Comune di Bari è pronto a garantire a chi utilizza la bicicletta per andare a lavoro. Il progetto sperimentale di mobilità sostenibile, finanziato con 545 mila euro dal ministero dell’Ambiente, mette a disposizione dei ciclisti urbani i buoni mobilità: 20 centesimi di euro per ogni chilometro fatto nel tragitto casa-lavoro e 4 centesimi per altri percorsi cittadini.

Da La Repubblica 

 

GENNAIO 2019 …

Inizia un anno da scrivere, assieme.

 

 

Tesseramento MDF 2018

 

 

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Lucia Cuffaro

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