di Andrea Bertaglio
È possibile spostarsi solo a piedi o in bici, mangiare cibo prodotto localmente, eliminare la TV e lo shopping dalla propria vita e dire addio a pannolini e fazzoletti di carta nella New York della frenesia e degli acquisti compulsivi? Si può adattare il proprio ritmo veglia-sonno alla luce esterna, nella città delle […]
di Fabio Cremascoli (MDF Milano)
Ritengo che il tema dei grandi centri commerciali extraurbani non possa che essere letto in modo sistemico e quindi in stretta relazione con i temi che afferiscono alla città, al territorio e all’ambiente in senso integrato.
Si può sostenere in particolare che le cosiddette “cittadelle del commercio”, un fenomeno che in Italia […]
di Patrizia Mazzola
Qualche domenica fa, nel mio condominio l’acqua si è ridotta al classico filo di seta che usciva dai rubinetti: assetati e a lungo andare anche un po’ puzzolenti, abbiamo cercato una soluzione, contattando nell’emergenza anche Amiacque; il lunedì pomeriggio in compagnia di un agguerrito idraulico ci siamo messi alla ricerca dell’ostruzione nella tubatura; […]
di Paolo Merlini
“Oggi, in questo mondo sovraffollato, non credo ci resti, per viaggiare davvero, altra direzione che l’Aurora.” Paolo Rumiz - “Tre uomini in bicicletta” Feltrinelli
Alla fine non ho saputo resistere. Ho preso e me ne sono andato! Purtroppo (o per fortuna) non per sempre, ma solo per pochi, lunghi, indimenticabili giorni. Un po’ è […]
di Enrico Caprara (MDF Milano)
La prospettiva della Decrescita sembra avere, quanto alla forma organizzativa della convivenza umana, un riferimento abbastanza preciso: la comunità locale di dimensioni limitate. Diciamo dall’ ecovillaggio a una cittadina come potrebbe essere Siena. E’ la dimensione che presenta più facilmente i caratteri su cui fondare un’ esistenza autentica: le relazioni umane […]
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante