di Peppe Carpentieri
Sono ancora sconvolto… Non saprei cosa scrivere, cosa dire…
Questa mattina alle 8:00 è un amico a chiamarmi per darmi un notizia assurda, inverosimile quasi non reale: l’assassinio di Angelo Vassallo. Ma perché, cos’è successo? Da questa mattina il cellulare si è fermato poche volte. Vado su internet per leggermi la rassegna stampa, tutti […]
Martedì e Giovedì dalle ore 13.00 alle ore 14.30 al numero 06.69.30.6474
Se assente per motivi di incontri o trasferte sarà prontamente comunicato.
email: segreteriamdfATgmail.com
http://ilgrafomane.blogspot.com/2009/06/viva-la-decrescita.html
(Testo e musica di: Adriano Bono)
di Daniela Mazzata
Ciao Maurizio,
io sono la Grande Quercia.
Abito da 200 o 300 anni – boh, non ricordo bene… sai, la memoria fa cilecca – a Castelvetro piacentino, in zona Oppiazzi.
Tu dirai: perché una quercia mi scrive?
Semplice: ho bisogno di te.
Ti racconto la mia storia.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante