di Alberto Ariccio (MDF Genova)
In questi giorni ferragostani in cui incendi apocalittici in Russia e bibliche alluvioni nell’Europa Centrale, in India, Pakistan e Cina, sembrano volerci scuotere dai nostri stanchi rituali vacanzieri per sbatterci in faccia l’evidenza dei cambiamenti climatici in atto, ho ritrovato e riletto “La fine del lavoro”, un libro del 1995 di […]
di Pino Cabras
Fino agli anni novanta si credé nell’ultimo grande ciclo ritenuto irreversibile e innovatore, autopropulsivo e all’altezza della globalizzazione: l’interminabile ciclo della piccola e media impresa, dei distretti industriali della Terza Italia, fucine di occupazione e di nicchie di mercato aperte al mondo. Quanti politici cercarono di cavalcare l’illusione che i distretti sarebbero entrati […]
di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio
Abbiamo già accennato al lavoro che intraprendenti e dinamici imprenditori sono in grado di fare nel campo delle energie rinnovabili, scommettendo su tecnologie innovative ed aventi realmente un ridotto impatto sull’ambiente. Ci sono ad esempio dei produttori di mini-impianti eolici, presenti soprattutto in Inghilterra, ma anche in Italia. Uno di […]
di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio
Nella conca fra Albiano d’Ivrea e Caravino, in provincia di Torino, sessanta ettari di proprietà della Olivetti, originariamente inedificabili anche per vincolo idrogeologico, sono stati destinati a ospitare un parco tematico del tempo libero e della cultura, con tanto di centro commerciale di 50.000 mq, parcheggi annessi e immancabile cinema “multiplex”. […]
di Girogio Cattaneo
«Per chi è calabrese è come scoprire l’acqua calda», dice Giuseppe Baldessarro, uno che scrive di ‘Ndrine da 15 anni: gira per discariche illegali in Calabria e indaga su navi affondate cariche di scorie nucleari. Scoprire, come è scritto nell’ordinanza del Gip di Milano contro la nuova rete di cosche calabresi in Lombardia, […]
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante