Categoria: Economia e lavoro

Non è il pil la misura della felicità

Pubblicato in: Dibattito, Economia e lavoro

di Vandana Shiva
È un modello distorto quello che basa lo sviluppo di un’economia sull’analisi del prodotto interno lordo. L’India cresce del 9 per cento l’anno ma ci sono 240 milioni di persone che soffrono la fame. Il grido d’allarme di Vandana Shiva.

Due corsi estivi per conoscere le Transition Towns e le alternative alla crisi ecologica ed economica globale.
Anche per il 2009 l’associazione PAEA (Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente) offre la possibilità di esplorare le alternative energetiche e produttive: per chi crede che sia sempre più urgente sganciarsi da un’economia basata sui combustibili fossili, due viaggi […]

Processo TAV: lo scherzo continua

Pubblicato in: Economia e lavoro, Politica e enti locali

di Marco Cedolin
Dovevano costruire 79 km di tratta ad alta velocità fra Bologna e Firenze, di cui 73 in galleria e finire i lavori entro il 2003 al costo di 5810 miliardi di lire.
Oggi, a marzo 2009 a quasi 13 anni dall’inizio dei cantieri, l’opera, altamente pericolosa in quanto costituita da 73 km di gallerie […]

Sud virtuoso: il caso Olivadi

Pubblicato in: Autoproduzione, Economia e lavoro, Politica e enti locali

di Andrea Bertaglio
Sensibili ai temi dell’efficienza energetica e dello sviluppo delle energie rinnovabili, ma anche consapevoli del fatto che una grande fetta delle emissioni di gas serra può essere ridotta da una gestione virtuosa ed innovativa degli enti locali, i comuni confinanti di San Vito sullo Ionio, Cenadi (anche se questo non ancora membro dell’Associazione […]

Grandi infrastrutture di crisi

Pubblicato in: Dibattito, Economia e lavoro, Politica e enti locali

di Marco Cedolin
Posti di fronte alle conseguenze determinate dalla crisi economica che sta generando una sempre più pesante recessione, il crollo dell’occupazione ed il ridimensionamento dei fatturati delle imprese, tutti i governi, simili ai cerusici di un tempo, stanno tentando di spacciare come miracolosi una serie di rimedi che anziché salvare il “paziente” potrebbero sortire […]

La decrescita

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Maurizio Pallante


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