Categoria: Economia e lavoro

di Maurizio Pallante
e Andrea Bertaglio
Si sta parlando molto in questi giorni di un vasto giro di presunta corruzione sui finanziamenti pubblici alle energie rinnovabili. Non ci si dovrebbe stupire, perché il malaffare in questi casi è un rischio insito non casuale, un processo quasi automatico, quando si danno dei finanziamenti per fare cose che sul […]

di Andrea Bertaglio
Leader in Europa nel suo settore e con oltre 120 anni di esperienza, Savio è un’azienda storica nel campo dei serramenti e produce tutto ciò che apre e chiude finestre in alluminio. Un segmento che da anni si contrae, quello dei serramenti in alluminio, poiché «aggrediti» da quelli in materiale plastico, meno prestanti […]

Le carote, lo yogurt e la GDO

Pubblicato in: Autoproduzione, Dibattito, Economia e lavoro, Stili di vita

di Valerio Lo Monaco
I lettori di Repubblica si sono accorti che le carote vengono pagate 9 centesimi al chilogrammo al contadino che le produce, e quindi hanno fatto un rapido raffronto con quanto le pagano al supermercato. Il che, dal punto di vista del consumatore, è - o dovrebbe essere - abbastanza efficace per capire […]

di Peppe Carpentieri
“estratto” da “Qualcosa” che non va
Il dibattito politico dice da 70 anni che: non c’è lavoro? Si inventa, siamo esseri umani creativi. Numerosi addetti nascono dall’indotto della ricerca e del riciclo dei materiali. Altri impieghi sono necessari nella riduzione della domanda di energia e nella diagnosi energetica del patrimonio edilizio esistenze. I […]

I profitti della crisi

Pubblicato in: Economia e lavoro

di Marco Cedolin
La crisi economica sta imperversando in maniera sempre più drammatica in tutto l’Occidente. Le imprese chiudono o delocalizzano, la disoccupazione sale a ritmo forsennato, i diritti si vaporizzano, le prospettive occupazionali si riducono al lumicino. Sulla scia lasciata dalla manovra “lacrime e sangue” imposta al popolo greco, un po’ dappertutto s’impongono sacrifici ai […]

La decrescita

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Maurizio Pallante


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