di Marco Cedolin
Il megainceneritore di Acerra, inaugurato stamattina, avvelenerà l’aria ed il suolo attraverso le sue emissioni contenenti nanopolveri, diossina ed oltre 250 sostanze chimiche nocive che vanno dall’arsenico al cadmio al cromo al mercurio al benzene.
Farà aumentare l’incidenza dei tumori, delle malformazioni fetali e di una lunga serie di altre gravi patologie, fra la popolazione di un territorio già oggi conosciuto come “triangolo della morte” alla luce di una percentuale di patologie tumorali fra le più alte al mondo.
Produrrà energia in maniera assolutamente antieconomica, potendo sopravvivere economicamente solo grazie ai contributi Cip6 che tutti gli italiani dovranno continuare a pagare sotto forma di addizionale sulla bolletta elettrica. Produrrà energia in maniera assolutamente antiecologica, emettendo in atmosfera (oltre ai veleni) quantitativi di CO2 doppi rispetto ad una centrale a gas naturale di uguale potenza.
Distruggerà qualunque prospettiva di realizzare un moderno circolo virtuoso dei rifiuti, annientando la raccolta differenziata ed il riciclo, dal momento che i materiali più facilmente riciclabili, plastica, carta e cartone, sono anche quelli con più alto potere calorifico, indispensabili all’inceneritore per funzionare.
Ha già distrutto ogni anelito di democrazia, essendo stato costruito contro la volontà dei cittadini, attraverso l’uso della forza. Va ricordato che dal 2004 ad oggi si sono contate a decine le manifestazioni popolari contro la costruzione dell’impianto, spesso represse dalle forze dell’ordine con l’uso dei manganelli, mentre nel corso dell’ultimo anno l’inceneritore è stato portato a compimento militarizzando l’area con l’uso dell’esercito.
Ha contribuito a rimpinguare oltre alle casse del malaffare, prima i profitti di Impregilo ed ora quelli di A2A che si sono avvicendate nella realizzazione dell’impianto che oggi ha iniziato a dispensare veleni.
Non contribuirà a risolvere il decennale problema (quello vero) dei rifiuti in Campania, dal momento che tale problema può essere risolto solamente attraverso la costruzione di quel circolo virtuoso dei rifiuti di cui l’inceneritore di Acerra è il nemico giurato.
Non possiede alcuna peculiarità che lo renda un impianto moderno, poiché l’incenerimento dei rifiuti è una pratica anacronistica che tutti i paesi moderni stanno abbandonando, indirizzandosi verso la raccolta differenziata, il riciclo, il riutilizzo ed il riuso.
Nonostante tutto ciò che ho scritto fino ad ora rappresenti una realtà incontrovertibile, documentata attraverso centinaia di libri e centinaia di studi epidemiologi, suffragata dall’opinione di un grandissimo numero di medici ed esperti e accessibile a chiunque, solamente attraverso un click del mouse o una visita in biblioteca, i mestieranti dell’informazione e della politica hanno oggi rappresentato in TV e sui giornali una commedia di fantasia per molti versi antitetica, destinata a diventare l’unica realtà per la stragrande maggioranza degli italiani che proprio dai media tradizionali suggono le proprie informazioni.
Il Corriere della Sera ha esordito con il titolo “parte l’inceneritore verde”, coniando un ossimoro privo di senso, al quale si spera non faranno seguito in futuro gli “omicidi giusti”, “l’inquinamento pulito”, i “licenziamenti dal volto umano” e altre amenità sui generis. Quasi tutti i TG hanno presentato l’evento con grande enfasi commista a soddisfazione, mentre le telecamere spaziavano sul presidente del Consiglio, abbarbicato al disopra di un palco sul quale campeggiava la scritta “termovalorizatore di Acerra” quasi anziché un dispenser di veleni e di morte, si stesse inaugurando un nuovo ospedale all’avanguardia o un’università. Ad assistere all’evento, consistente nell’apertura di un tendone blu con tanto di telecomando, che svelava una montagna di rifiuti maleodoranti, destinati a trasformarsi in miasmi venefici veicolati dal fumo dei camini, sono state invitate oltre 400 “personalità” come si trattasse di una prima della Scala.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è congratulato con il premier per l’avvio del “termovalorizzatore”, quasi si riferisse alla cerimonia (ad oggi non ancora avvenuta) per la ricostruzione delle case dei terremotati dell’Irpinia.
Guido Bertolaso ha parlato della “realizzazione del sogno di una Napoli pulita”, speculando sull’emergenza rifiuti dello scorso anno, creata ad arte per addivenire allo scopo. Inoltre ha aggiunto che il nuovo impianto emetterà il 75% di diossina in meno rispetto agli impianti più vecchi, dimenticando di dire che questo abbattimento si tradurrà nel raddoppio delle emissioni di nanopolveri, ben più pericolose della già ferale diossina.
Gianni Letta ha insistito sul ritorno dello Stato in Campania, per quanto sia mortificante il fatto che lo Stato ritorni non per porre rimedi, ma per avvelenare ulteriormente una popolazione già duramente provata da decenni di sversamenti di sostanze tossiche di ogni genere. Sulla stessa linea di pensiero anche Antonio Bassolino che il ritorno dello Stato avrebbe dovuto teoricamente temerlo.
Berlusconi ha affermato di “averci messo il cuore” ed ha vantato una vittoria della democrazia difficilmente riscontrabile in un’opera costruita con la forza e l’uso dei militari, contro il volere dei cittadini.
Ieri ed oggi centinaia di persone hanno sfilato in corteo per contestare l’inaugurazione di un’opera contro la quale si battono da anni. Alcune decine di loro hanno occupato l’aula consiliare del Municipio di Acerra, ricordando che questa per la popolazione cittadina è una giornata di lutto. Di tutto ciò naturalmente i mestieranti dell’informazione non hanno parlato, dal momento che sarebbe risultata una nota stonata all’interno del pacchetto preconfezionato, grondante giubilo e soddisfazione che doveva entrare nelle case degli italiani, a dimostrare che “incenerire è bello”, fa bene all’ambiente e un poco anche alla salute, trattandosi di un incenerimento “verde” e in diretta TV.
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Fabio Santarelli
Marzo 26th, 2009 at 22:44
10 100 1000 Marco Cedolin!
Amici Mdf non molleremo mai! Ognuno di noi è come un granello di sabbia che può far saltare il sistema della menzogne e del malaffare.
Difendere la natura per difendere la nostra vita e il nostro futuro.
Little Eagle
Marzo 27th, 2009 at 14:34
A questo punto resta un’unica (ma non per questo risolutiva) strada: convincere la gente ad acquistare in modo oculato, con pochi imballaggi e con pochissima plastica. Materiale, quest’ultimo, di cui sono ghiotti i “cancrovalorizzatori”. Se si limitasse la quantità di rifiuti da bruciare, i gestori dell’impianto sarebbero costretti ad acquistare carburante, dal momento che il termovalorizzatore deve bruciare al giorno un tot tonnellate di rifiuti per rientrare dall’investimento (pubblico).
Strada difficile, come quella della raccolta differenziata e del riciclaggio che, se prendesse piede bene anche in Campania, metterebbe in difficoltà il fronte trasversale degli amanti dei cancrovalorizzatori.
Per il resto…sebbene il pessimismo sia forte, faccio mio il messaggio di speranza di Fabio Santarelli!
rosacroce
Marzo 27th, 2009 at 21:13
la strada intrapresa dal potere in italia ,porterà presto alla distruzione di ogni valore, E ALLA CATASTROFE economica ,ambientale ,sanitaria, ecologica ed energetica,nonchè spirituale.
questo sistema va ABBATTUTO ,NON VEDO QUASI NIENTE CHE SIA DA SALVARE.
aggiungo ,a quanti si illudono con riforme di migliorare lo stato delle cose,che la realtà è oggi cosi grave ,che non sono riforme che servono ma RIVOLUZIONI.
Francesca Silvana Scoppio
Marzo 27th, 2009 at 21:25
Con la cenere le nostre nonne erano capaci di farci il sapone, essendo delle ceneri derivate dal legno per lo più. Ma di che ceneri si parla quando nei rifiuti ci sono sostanze come PET, PVC o altri composti poliaromatici, che in nessun sistema vivente esistono? certo non quelle che derivano dalla combustione di un ramo di castagno, di olivo o di abete come si usava per scaldarsi nelle case tempo fa (anche se per fortuna qualche piccolo “focolaio” del genere ancora esiste).
E’ questo continuo fare a meno della natura e dei suoi ritrovati che mi preoccupa sempre più. Oggi un mio quasi coetaneo è morto di una malattia che curiosamente colpisce l’uomo e gli animali domestici, la leucemia. Perchè? semplice, perchè nel mondo di plastica che qualcuno vorrebbe propinanarci , come la comodità assoluta e ogni nefandezza del progresso, si scoprono malattie che la natura non annovera fra le sue possibilità, perchè non produce radioattività, se non nelle profondissime viscere del mantello terrestre, come non produce plastiche, resine o polimeri di sintesi frutto di reazioni chimiche innaturali. Non mi sorprenderebbe pertanto sapere che in futuro alcune persone si possano ammalare di “progresso”…..se intendiamo per progresso alcune buste in PET che fumano veleni tossici nell’atmosfera……..
Francesco
Marzo 28th, 2009 at 06:04
Si ha sempre la senzazione di essere in 4 gatti a pensarla così, ma non bisogna disperare.
Diffondiamo i concetti, parliamone ad ogni occasione buona, a chiunque, non importa se alla fermata dell’autobus o davanti ad una platea. Loro hanno in mano i media (e non è poco) ma noi gli argomenti.
Chi semina raccoglie: spediamo l’articolo ad almeno una quarantina tra amici, nemici, parenti e semi-sconosciuti e lasciamo un altro pò di merci inutili a coprirsi di polvere nelle vetrine o sugli scaffali di qualche magazzino.
Ciao!
LouiseX
Marzo 28th, 2009 at 16:05
Sono d’accordo sia con rosacroce che con little eagle.
Questo sistema và abbattuto ma non riusciremo a farlo da un giorno all’altro.
Per questo dobbiamo darci da fare ogni giorno nelle piccole cose come fare la spesa. Bisogna iniziare campagne di sensibilizzazione davanti ai supermercati e fare pressione sui negozi e sulle aziende afinchè la facciano finita con imballaggi inutili,tossici e costosi.boicottare chi non ci accontenta come clienti. riempire i nostri tetti di pannelli solari e fare pressione sui fornitori di elettricità affinchè il cliente abbia il diritto di sapere e scegliere da quale fonte proviene la corrente che usa (come avviene in altri paesi europei), e ovviamente scegliere le rinnovabili rendendo il carbone, l’atomo e altre porcherie superflue e non convenienti (è inutile per un’ azienda produrre merci che nessuno compra!!)
propongo di scrivere alle aziende e raccogliere firme contro gli imballaggi, minacciando di non comprare più i loro prodotti se non ci ascoltano. e’ cosi’ che in germania sono riusciti a far smettere la landliebe (ditta produttrice di latte) di dare alle mucche mangime ogm.
sono l’economia e la politica che devono adeguarsi al volere della gente e non viceversa! anche i criminali che ci governano dovranno prima o poi adattarsi se non vogliono sprofondare nella m…a.
ivan
Marzo 28th, 2009 at 21:57
Ogni giorno sempre peggio di tutto e di più.
Bisogna continuare a vivere ed informare alternativo dal basso e sperare che lentamente si passi dalle unità alle decine, poi cento, mille e così via.
La vedo grigia perchè nonostante tutto alla gente “media” non gliene frega nulla e continua a cibarsi della parola delle tv unificate.
Boh mi pare che neanche questa crisi non stia smuovendo troppo.
Forse bisogna sperare (sic) che la crisi assuma proporzioni da disastri biblici, oppure che capiti uno scandalo che annienti questa classe politica.
Intanto continuiamo la nostra piccola e giusta battaglia.
ambrogio lamesta
Marzo 29th, 2009 at 10:52
Purtroppo la crisi non si sta ancora facendo sentire. Perchè ciò avvenga bisognerebbe arrivare all’inflazione al 50% mensile e alla rarefazione dei prodotti alimentari. Non so se augurarmelo, visto che la grande maggioranza degli italiani è convinta dell’infallibiltà dello psiconano e della sua corte bipolare e finirebbe col seguirlo anche in caso di ulteriori restrizioni democratiche…..Gli italiani vivono come in un sogno (forse sarebbe appropriato parlare di incubo) ma non se ne vogliono rendere conto. Vivo all’estero e da qui, più che mai, la situazione italiana mi pare senza speranze. Credo profondamente nella decrescita, non mi stancherò mai di ripeterlo (la predico continuamente anche qui ai miei amici italiani, spagnoli e colombiani) ma mi sento in un vicolo cieco. Decenni di televisione e di strapotere del denaro nei confronti di ogni valore, hanno prodotto masse disperate come quelle che gli imperatori romani manipolavano a piacere con panem et circenses…..
La vedo durissima. E’ una guerra che non risparmia niente e nessuno. Sarà difficile vincerla con il solo civile esempio, temo.