di Antonie Fratini
Da destra a sinistra il tema del rilancio economico domina ormai incontrastato l’odierna politica italiana. “Rilancio” sembra essere diventata le parola d’ordine, la magica chiave che promette di aprire tutte le porte, compresa quella del paradiso! Ma c’è rilancio e rilancio. E a proposito di porte e finestre, inviterei i nostri politici ad essere meno autoreferenziali e a prestare un po’ di attenzione a quel che succede al di là delle proprie frontiere nazionali per verificare la possibilità di altri modelli di sviluppo maggiormente rispettosi delle esigenze della Natura e dell’anima. Un bel esempio di simile scenario è a mio avviso rappresentato dalla politica di rilancio recentemente posta in atto dal governo francese. Mentre il governo Berlusconi si mostra vincolato ad una idea desueta, nonché distruttiva, di modello economico basato sul cemento e che tralascia completamente la valorizzazione delle risorse artistiche e naturalistiche, il governo d’oltre Alpe ha appena stanziato 70 milioni di euro (che nel 2010 diverranno 220 milioni complessivi) per il restauro dei monumenti nazionali, prevedendo una ricaduta economica (grazie anche al prevedibile incremento del turismo) dell’ordine di 21 miliardi di euro e la creazione di oltre 500.000 nuovi posti di lavoro. (http://www.gouvernement.fr/gouvernement/la-politique-en-faveur-des-monuments-historiques )
Le “grandi opere” in Italia ci sono già. Esse appartengono da secoli al campo artistico e naturalistico, sono di ineguagliabile bellezza, di fortissima attrattiva per il turismo e di straordinaria soddisfazione per l’anima. Perché, quindi, per il proprio rilancio economico l’Italia non gioca le sue carte migliori e non punta a ridiventare il Bel Paese che fu? Perché non prendere esempio dalla vicina Francia che con questa risoluzione rilancia un settore profondamente in crisi come l’economia e al tempo stesso rifà il lifting ai propri monumenti e abbellisce il proprio territorio?
Dato che quel piano di rilancio prevede anche il miglioramento del dispositivo del mecenatismo, non appare nemmeno esagerato pensare alla possibilità di assistere, da qui al 2010, ad un vero e proprio “secondo rinascimento”. Purtroppo, agli italiani rimane solo la speranza che questa nuova corrente transalpina riesca ad espandersi agli altri paesi dell’Unione, così come il rinascimento italiano seppe all’epoca affermarsi e diffondersi in tutta Europa.
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gabrielecripezzi
Agosto 31st, 2009 at 13:10
“Perché, quindi, per il proprio rilancio economico l’Italia non gioca le sue carte migliori e non punta a ridiventare il Bel Paese che fu?”
Perchè al nostro geoverno non interessa nulla ne del paese e tanto meno degli italiani. Mi stupisco, ma comprendo, ogni volta che incontro qualcuno che ancora si pone questo tipo di domande.
La domanda ve la faccio io: “Perchè non vi decidete ad accettare che un leader o un governo che agisca nell’interesse del suo paese, trascurando il gioco degli interessi politici internazionali farebbe la fine di J.F. Jennedy o Thomas Sankara?”
La peggior cosa che poteva succedere all’Italia è la Globalizzazione. La cosa più intelligente al fine di portare ai massimi livelli il FIL (o Gross National Happiness — GNH) era quella di chiamarsi fuori dai mercati globali e puntare tutto su cultura, tradizione, territorio ed arte. E’ questo il vero ed unico patrimonio degli italiani ed è questo il BEN DI DIO che abbiamo avuto la fortuna di ereditare ma che alla fine non sappiamo tutelare e proteggere. Perchè non lo facciamo? Perchè ai nostri governatori, di destra o di sinistra che siano, non importa un fico secco del bene del paese. Ai governatori importa solo del bene proprio. I governatori sono la massima espressione del successo individuale. Un sucesso che hanno ricevuto dapprima come imprenditori o professionisti che poi ha necessitato della politica per raggiungere quel “di più”, motore primario dell’essere maschio. Arrivismo, successo individuale, conquista di territori sempre più ampi. Questo è l’uomo. Motore interno completamente in contraddizione con i valori etici e morali che dovrebbero essere alla base dell’operato di un governo. Il popolo = la maggioranza degli aventi potere di voto in un paese è stupido, debole ed ignorante ed alla fine elegge chi più gli sta simpatico a dispetto di coloro o colui che potrebbe davvero lavorare per il loro bene.
Democrazia = potere al popolo. Popolo = deficente = inefficente. Diamo potere al popolo, diamo potere all’ignoranza ed alla superficialità. Diamo voto alla gente solo perchè ha raggiunto la maggiore età, e non arriveremo a nulla di buono.
Potrei andare a vanti per ore dicendo le mie teorie e portando esempi pratici che dimostrano la concretezza dei miei pensieri ma… tanto non servirebbe a nulla, visto che tanto in Italia, a diferenza di Stati Uniti, Germani ed altri paesi, l’opinione pubblica non conta nulla.
Concludo dicendo che ho scoperto oggi questo movimento e che condivido al 100% tutti i principi e gli obiettivi. Vorrei essere in grado, per me ma anche per i miei figli, di contribuire, come suggerisce Paul Ginsborg, all’estensione dei cerchi concentrici di individui sensibili alle materie ecologia e consumi (ma non solo) e quindi se a qualcuno interessa, mi contatti pure.
Gabriele Cripezzi
Firenze