di Maurizio Pallante (Roma, 9 novembre 2009)
Con un fortissimo dispiacere interiore vi comunico che ho deciso di non accettare la candidatura alla Presidenza della Regione, da voi sostenuta con una determinazione, un affetto e una stima che mi hanno commosso (non sono un politico e i sentimenti pesano moltissimo nelle mie scelte).
Ne abbiamo parlato ieri all’assemblea nazionale del Movimento per decrescita felice, che mi ha dato un decisivo contributo di idee, mettendo in evidenza con grande serenità e maturità politica gli aspetti positivi della proposta e le perplessità che può suscitare, incoraggiandomi comunque ad agire secondo la mia coscienza e offrendomi tutto il sostegno nel caso in cui avessi deciso di accettare, sia in relazione agli impegni della campagna elettorale, sia in relazione alle maggiori difficoltà nella gestione di MDF che ne sarebbero derivate. Io mi sono riservato di dormirci su e di decidere questa mattina.
Il quadro, dopo le vicende dei giorni scorsi, è sufficientemente chiaro. Da una parte state voi, e altri meet up in altre regioni italiane che condividono, più o meno profondamente, il progetto culturale e politico riassumibile nel concetto della decrescita. Un progetto appena abbozzato, da implementare e correggere, che può delineare anche le linee guida di un ruolo politico-istituzionale. Io credo che voi siate tra le punte più avanzate di un movimento vasto (e confuso…), che comprende migliaia di gruppi, comitati, liste civiche, associazioni, accomunati da una forte spinta etica, dalla preoccupazione per i pericoli derivanti dall’intreccio tra la crisi energetica-ambientale, economico-occupazionale, sociale-valoriale. La parte sana del nostro paese, non mentalmente corrotta dalla brama di avere sempre più soldi per comprare sempre più cose da buttare sempre più in fretta. La parte sana che non si riconosce più nel sistema dei partiti e nel teatrino grottesco a cui hanno ridotto la politica. La parte sana che non ha più una rappresentanza politica, che sta cercando disperatamente qualcosa in cui valga la pena credere, per cui valga la pena impegnarsi. Io vi voglio bene. Vorrei che insieme riuscissimo a trovare una via d’uscita comune.
Ma per aprire questa via di uscita dalla crisi che sta attraversando l’umanità e il nostro disgraziato paese, occorre costruire un soggetto politico e culturale in grado di elaborare una teoria politica e culturale di cui non c’è traccia nelle teorie elaborate in passato perché radicalmente nuova è la situazione in cui ci troviamo a operare. E nell’elaborazione di questa teoria, nell’elaborazione delle sue conseguenze operative sia nella sfera delle scelte individuali, sia nella sfera delle scelte collettive, occorre radunare la maggior parte dei gruppi che stanno già collaborando a definirla, affinché vi si riconoscano sempre più compiutamente.
Non ho la sensazione, ve lo dico in tutta franchezza, che la percezione della portata di questo compito e della necessità di coinvolgervi la più parte della miriade di soggetti che vi stanno già più o meno consapevolmente lavorando, sia presente nel movimento che fa riferimento a Beppe Grillo. I meriti di Beppe sono enormi, io lo stimo e lo apprezzo moltissimo. Beppe ha fatto e sta facendo qualcosa di eccezionale nel panorama del nostro paese. Potrebbe vivere tranquillamente, godersi il successo che ha meritatamente raggiunto col suo lavoro e la sua intelligenza, guadagnare ciò che la sua professionalità gli consente facendo un lavoro che lo diverte. Ma chi glielo fa fare di caricarsi di problemi, inimicizie, stress, se non una motivazione etica? Giustamente, inevitabilmente, Beppe è diventato il riferimento di un’alta percentuale di quelle persone che stanno cercando una via d’uscita dal disagio esistenziale in cui si vive nella nostra società. È diventato, penso oltre le sue aspettative, il referente politico di attese, speranze, desideri di pulizia e di riscatto. Ma la struttura a cui ha dato vita, pur essendo stata adeguata al compito di far irrompere queste tematiche in strati molto vasti dell’opinione pubblica italiana, non mi sembra adeguata alla fase successiva: il faticoso cammino di una progettualità capace di disegnare un mondo diverso. Posso sbagliarmi, ma ho questa sensazione perché mi sembra che non si faccia di tutto per coinvolgere il numero più alto e le componenti più significative dei movimenti e dei gruppi che si stanno muovendo nell’ambito di una cultura e di valori diversi da quelli che hanno guidato gli schieramenti politici che abbiamo ereditato dal secolo scorso. Troppi ne restano fuori. A qualcuno mi sembra che sia anche stata chiusa la porta. Forse per buone ragioni, ma non è stato possibile discuterle.
Ecco, questo è il punto cruciale: la mancanza di una discussione collettiva delle scelte di fondo. Mi rendo conto che senza un coinvolgimento diretto, quotidiano, coraggioso, impegnativo, oneroso, di Beppe, il movimento dei meet up inciderebbe in una misura incomparabilmente inferiore. Beppe ci mette la faccia, si espone in prima persona, e ha diritto, anche per ragioni di autotutela, di stabilire le condizioni in cui si deve muovere chi agisce facendo riferimento a lui. Questa scelta di fondo stabilisce comunque un confine tra chi accetta di stare dentro questa logica e chi la sente troppo restrittiva per le sue esigenze. Garantisce una maggiore efficienza, una minore dispersione di energie in diatribe spesso inconcludenti, ma lascia al di fuori esperienze e competenze, passioni e idee che possono dare contributi molto interessanti. Nella mia limitata attività culturale e politica io mi sento più portato a unire, non indiscriminatamente nella pseudo-logica del “più siamo e meglio è”, ma nella costruzione di un progetto comune a quanti più soggetti possibile. A questo lavora il nostro Movimento per la decrescita felice. MDF vuole essere una sorta di lievito che si scioglie nella massa del pane che contribuisce a far crescere e a rendere nutriente. Questa attività assorbe ormai da qualche anno il mio tempo e le mie energie. Sta dando qualche risultato, ma ancora lunga è la strada da percorrere.
Fatte queste riflessioni, ho valutato che l’assunzione di un impegno politico diretto in un movimento che, pur rappresentando una delle punte più avanzate oggi in Italia, è ben lungi dall’aver definito un progetto politico culturale adeguato alle necessità del momento e non include parti significative di quel movimento più ampio a cui MDF offre il suo contributo di elaborazione di idee in una logica di inclusione, sia un passo affrettato che tende a cristallizzare la situazione attuale e rallenta la sua evoluzione nella direzione auspicata da MDF. Credo che sia più utile per i meet up che fanno riferimento a Beppe Grillo e per una loro efficace presenza nelle istituzioni che io continui a concentrare il mio impegno, le mie energie e il mio tempo a far in modo che MDF possa svolgere sempre meglio il ruolo che si è scelto. Già a luglio, a Milano, all’incontro degli eletti delle liste a 5 stelle nei consigli comunali, avevo proposto:
1. l’organizzazione di corsi residenziali nei fine settimana al fine di rafforzare la preparazione politica dei consiglieri e dei loro collaboratori;
2. l’organizzazione di un ufficio di consulenza a domanda.
A queste due iniziative potrebbe affiancarsene un’altra volta a individuare campagne comuni su temi di grande rilevanza politico-istituzionale. Per esempio la proposta di una delibera comune per attenuare gli effetti devastanti insiti nel piano casa proposto dal governo e per utilizzarlo al fine di realizzare ristrutturazioni energetiche del patrimonio edilizio esistente.
Ma, quel che più conta, a mio modo di vedere, sarebbe la proposta di affiancare a queste iniziative anche consiglieri comunali e assessori eletti in liste diverse: dai comuni virtuosi, a liste civiche con programmi condivisibili, a consiglieri “in crisi” dei partiti. Un progetto di inclusione su obbiettivi concreti che nasca come elaborazione condivisa dei vari meet up, in sedi democraticamente definite e con procedure pubbliche.
Alla realizzazione di un programma di lavoro di questo genere sono disposto a impegnarmi non solo individualmente, ma a coinvolgere tutto il nostro movimento. Per quanto riguarda le prossime elezioni regionali MDF e io personalmente siamo disposti a offrire la massima collaborazione a tutti i candidati nel corso della campagna elettorale e, successivamente, agli eletti. Un mio coinvolgimento diretto nella competizione elettorale ci toglierebbe la possibilità di esercitare questo ruolo e creerebbe difficoltà notevoli nella gestione del nostro movimento, col rischio di un ripiegamento su se stesso e della interruzione di un processo che allo stato attuale delle cose, dopo meno di due anni dalla costituzione, appare promettente.
Resta in me l’amarezza di aver dato una risposta negativa alle attese di molti di voi, che avevano posto fiducia nella mia accettazione. Un’amarezza che viene accentuata dal fatto che la maggior parte di voi hanno l’età dei miei figli e vivono con lo stesso spirito indipendente e autonomo rispetto ai condizionamenti a cui la vostra generazione più intensamente della mia è stata sottoposta. Nei vostri confronti sento delle responsabilità e vorrei che mi crediate se vi dico che non mi sono tirato indietro.
Con la mia scelta penso di contribuire ancor più efficacemente di quanto potrei fare dal ruolo di consigliere regionale, che, rispetto al progetto su cui sto lavorando, mi sembra limitativo, ma è invece un’ottima palestra per formare le persone della vostra età. Non a caso Beppe ha molto insistito con me sulla necessità che fosse un trentenne a ricoprirlo. Me lo ha ripetuto più volte quando mi ha comunicato che si sarebbe presentata una lista a 5 stelle in Piemonte. Me l’ha ribadito successivamente, pochi giorni fa, quando voi avete insistito con lui sul mio nome nonostante le sue perplessità sulla mia età.
Quelli di voi che hanno preso in mano la situazione con più determinazione sono benissimo in grado di guidare una lista regionale. Chi lo farà potrà contare sul mio sostegno leale e continuativo. Vi ringrazio per la stima, l’affetto e la fiducia che mi avete dimostrato. Mi ha fatto bene e ha fatto in modo che io vi voglia più bene di prima.
Maurizio Pallante
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Luigi Mochi Sismondi
Novembre 15th, 2009 at 17:24
Maurizio, la tua mi pare una scelta all’altezza di una grande, ambiziosa speranza e del tuo alto senso di responsabilità. Forse non riusciremo a cambiare questo “sventurato paese” e a prefigurare un mondo diverso, ma non dobbiamo cercare scorciatoie né personali né di gruppo. Forse arriverà il momento di scelte politico elettorali dirette ma per ora penso che veramente dobbiamo lavorare a fare crescere una coscienza diffusa, anche insieme a tutte quelle persone e piccole organizzazioni che lottano per gli stessi valori, è veramente il tempo di unire e di costruire anche a costo di sembrare irrilevanti, il mito della visibilità è uno dei miti dell”crescita”.
Lascio a te e a tutti un piccolo testo dai Racconti dei Hassidim di Marti Buber, mi pare adatto, mutatis mutandis, a commentare la tua scelta e questo momento.
Come il bove
Un hassíd si lamentò col Rabbi di Ger: « Mi sono affaticato e affannato, eppure non mi accade come al maestro di un mestiere; dopo vent’anni di lavoro la sua opera rivela pure qualche buon segno: o riesce più bella di prima o più rapidamente di prima. Ma io non vedo niente. Come pregavo vent’anni fa, così prego oggi ».
Lo zaddik rispose: « Si insegna in nome di Elia: ‘L’uomo prenda su di sé la Torà come il bove il suo giogo e l’asino la sua soma’. Vedi come il bove esce dalla stalla e va sul campo e ara e viene ricondotto a casa, e così giorno per giorno, e nulla muta per lui, ma il campo arato dà il suo frutto ».
Fabio Santarelli
Novembre 16th, 2009 at 13:18
Maurizio Pallante è un uomo da ringraziare, un esempio per tutti i cittadini italiani che hanno smarrito punti di riferimento politici e sociali. Grazie a Maurizio il paradigma della decrescita felice comincia a trovare un seguito culturale, anche se la strada è tutta ancora in salita. Il quadro morale ed etico italiano è sconfortante, è difficile avere voglia di confrontarsi e di proporre alternative politiche in un sistema bloccato e incline solo al compromesso affaristico.
Purtroppo la chiave (negativa) di tutto è il denaro. L’essere è stato schiacciato dall’avere. Il bene comune sembra spudoratamente non interessare più alla classe dirigente intenta solo a svuotare la cassa pubblica già stremata da anni di “allegria” contabile. I gruppi di Grillo sul territorio sono da lodare, tuttavia spesso sono troppo autoreferenziali e chiusi, inclini alla critica ma poco alla proposta.
Eppure ci sono migliaia di associazioni e cittadini (vi assicuro anche iscritti a partiti, soprattutto di centrosinistra ma non solo) interessati e pronti ad abbracciare la causa della D.felice. Questo non vuole essere un appunto ai grillini bensì uno sprono. La democrazia è partecipazione attiva, la democrazia è faticosa, non è data una volta per sempre.
Non si può semplificare tutto con gli spot pubblicitari o gli slogan. Il campione (ahinoi) della comunicazione stile “sistema binario” è colui che ci (mal)governa, il Sig. B.
Se tentassimo di competere sul suo piano di “marketing” pederemmo al 100% la sfida politica, ma soprattutto quella culturale.
Non possiamo permetterci che una lista, un partito (nella fattispecie le liste a 5 stelle) si arroghino il diritto di essere gli unici portatori del programma di decrescita felice.
Pertanto giudico positivamente la scelta di Maurizio di non “bruciarsi” candidandosi per una lista che, pur essendo affine al nostro Movimento, non può dirsi portatrice esaustiva delle idee del Mdf. Mdf deve essere un forte gruppo di pressione all’interno di tutta la società italiana: affibiargli etichette squisitamente elettoralistiche mi sembra una scelta avventata. Grazie a tutti.
Cordiali saluti.
Fabio Santarelli, Mdf Pescara http://www.ilconviviale.com
ambrogio lamesta
Novembre 16th, 2009 at 15:46
La lettera di Maurizio Pallante è, per certi versi, toccante. Nel mio piccolo ho attraversato un “tormento” molto simile. Senza dilungarmi in noiosi particolari vi dico che la lista civica della mia città (Andria) nata principalmente, ma non solo, dal meet up di cui facevo parte anch’io, mi sta chiedendo ripetutamente di candidarmi per le amministrative. Dopo aver visto che, nel programma nato dopo mesi di dibattiti, i principi della decrescita non erano i principali riferimenti, come preteso da me, ho rifiutato la candidatura. Questo però non può sottrarmi al compito di sostenere al meglio la lista. Pallante parla di unire e di costituire un soggetto politico nuovo. Inutile dire che sottoscrivo. Ma il soggetto politico nuovo non nascerà MAI dai pochi circoli del MDF che sono poco più che circoli culturali molto più chiusi, mio caro Fabio, dei meet up. Mi considero un “decrescente” (seppure senza tessera del MDF anche perchè vivo in Mozambico!) al 100% ma non posso aspettare che. Chi lo dice che non possiamo prendere scorciatoie? Secondo voi si può continuare a parlare di decrescita teorica osservando il mondo che affoga nella crescita? Bisogna “sporcarsi le mani”!Al giorno d’oggi, le liste civiche, sebbene non abbiano abbracciato la “filosofia” della decrescita, sono le uniche ad avere un programma decente anche dalla nostra ottica. Non commettiamo l’errore di frammentare il nostro voto.
Roberto Pirani
Novembre 17th, 2009 at 20:58
La scelta di Maurizio Pallante è ineccepibile, sotto qualsiasi punto di vista, anche se penso che sarebbe stato più che adatto anche all’interno del Consiglio Regionale del Piemonte.
è tanto che non commento sul sito, ma oggi mi sembra opportuno farlo, dato il post.
Qualche giorno fa stavo ascoltando radio popolare, di pomeriggio. Ospitavano un musicista e a un certo punto, parlando del più e del meno ha raccontato di quando ha conosciuto il Sindaco di Melpignano, definendolo “l’Obama italiano”.
Ho sorriso di questo accostamento, e ho pensato che ha capito le potenzialità, ma quel musicista non ha capito che la ricerca del leader per chi condivide le esperienze e le buone pratiche è l’ultimo dei problemi.
Col suo gesto, Pallante ci ha ricordato quanto è diverso l’approccio culturale che faticosamente, ognuno con le proprie capacità, stiamo cercando di far germogliare nel desolante panorama politico di questo Paese.
Il Sindaco di Melpignano è una delle tante tessere del mosaico che rende possibile alla Associazione Comuni Virtuosi cambiare concretamente le cose dal basso, con gradualità ma sistematicamente.
Come ricorda sempre un altro degli amici di comunivirtuosi.org, M.Dotti: “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”.
Il prossimo weekend ci si trova a fare un poco di (sobria) festa per il premio Comuni a 5 stelle 2009 a Camigliano in provincia di Caserta. Anche MDF ha portato il suo contributo nella valutazione ed è palpabile come quest’anno alcune delle amministrazioni che hanno presentato progetti siano già permeate della cultura della decrescita.
Io sono convinto che siamo sulla buona strada, che dobbiamo solo sforzarci di condividere le esperienze perchè poi le cose buone si sviluppano di conseguenza e in modo esponenziale.
I Comuni Virtuosi lo dimostrano ogni giorno che la strada è quella giusta. Mi è capitato in dono di conoscerli e vederli in azione quando si riuniscono ed è bello soprattutto un aspetto sopra ogni altro.
Li guardi, i Boschini, i Ciacci, i Fioretti, i Finiguerra e Orzes e tutti gli altri virtuosisti e non puoi non notare che si divertono.
Quanto si divertono.
Si, sono sempre più convinto che siamo sulla strada giusta.
Questo è il programma del weekend dal 20 al 22:
http://www.premiocomunivirtuosi2009.it
e alle opinioni senza riscontro di coloro che insistono a dire che al sud non si possono gestire i “rifiuti” senza sprechi quast’anno in quella sezione ha vinto Mercato San Severino (Salerno) a parimerito con Pettorano sul Gizio (AQ), con menzione speciale a Corchiano (Viterbo).
E vincere il Premio Comuni a 5 stelle non è l’importante, è cambiare il sistema che fa la differenza.
E se ci vuole gradualità, bene, saranno meno gli errori commessi!
ciao, Roberto
Giuseppe Siano
Novembre 17th, 2009 at 23:57
Saggia decisione, eppure … quanto ci sarebbe bisogno di ascoltare un voce lucida e pacata nell’arena della politica e sui media che tanto incidono sul modo di pensare e comportarsi di tutti noi. In fondo un’occasione di far ascoltare le proposte della decrescita anche a quelli che non hanno la voglia di cercare tenacemente, cocciutamente punti di vista a sé più congeniali sarebbe davvero auspicabile. E potersi presentare in cabina elettorale con la possibilità di votare convinti e non solo per il “meno peggio”? Un sogno!
Io non so se i circoli della decrescita sono così chiusi come dice Ambrogio, sarebbe un problema se fosse così; sarebbe bello invece poter contare nel proprio quartiere su un luogo dove discutere e confrontarsi.
Forse oltre al paragone con il lievito tenterei una analogia con quelle particelle sospese nell’atmosfera che, beninteso, in presenza di umidità, consentono la condensazione di gocce d’acqua che si manifestano in allegri scrosci di pioggia!
Ciao a tutti, Giuseppe
ambrogio lamesta
Novembre 18th, 2009 at 20:12
solo per precisare che per “chiusura” dei circoli non indendo certo quella culturare (in questo ambito si può solo palare di apertura) ma l’incapacità di raggiungere persone che non la pensano come noi e a limitazione ai soliti 4 gatti. Saremmo pure in aumento ma percentualmente siamo, credo, insignificanti.