di Peppe Carpentieri
“E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina” (Henry Ford)
In un sistema socio-politico, come il nostro, che usa una moneta come mezzo di scambio per le merci, che misura la ricchezza con i soldi e col Prodotto Interno Lordo si intuisce quali siano le declinazioni delle libertà. Chi ha la proprietà del danaro possiede tutto. Per cui la violazione della sovranità monetaria sancisce la morte della democrazia rappresentativa europea. In Italia, si è partiti nel 1981 col ministro del Tesoro Andreatta (docente di Romano Prodi), Governo Forlani, sancendo la separazione fra il Tesoro e la Banca d’Italia, l’obiettivo finale di privatizzare la Banca d’Italia è stato raggiunto negli anni successivi. Se oggi possiamo ancora rivendicare l’usurpazione della proprietà della moneta è grazie alla nostra Costituzione che afferma: “la sovranità appartiene al popolo” (compresa quella monetaria ovviamente) e che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito” (art. 47 Cost.). Tali principi sono palesemente violati dall’articolo 105/A del trattato di Maastricth “la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità” che di fatto usurpa i diritti dei popoli sovrani europei. Banca d’Italia e BCE sono di fatto società indipendenti e fuori dal controllo del popolo. E’ sufficiente leggere la natura ed il numero dei soci partecipanti dal sito di Bankitalia, e si percepisce che essa è stata privatizzata dove lo Stato è relegato con INPS ed INAIL a 42 voti contro 540 delle banche private SpA (2008). Ed è stata relegata ad un ruolo di secondo piano come si legge dall’articolo 1 del suo Statuto: “Quale banca centrale della Repubblica italiana, è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Svolge i compiti e le funzioni che in tale qualità le competono, nel rispetto dello statuto del SEBC“. Il “semplice” passaggio di mano da privato a pubblico è una palese violazione costituzionale (art. 1 e 47) e dovrebbe essere un reato per “appropriazione indebita” delle riserve auree di proprietà dello Stato.
Ricordiamo due precedenti giuridici: nel 2005 Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da signoraggio. E nel 2006, il 21 luglio con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: “[…]lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria[…]“. I cittadini europei sono “liberi” nella misura in cui sono obbligati a spendere un danaro privato – moneta debito – creato dal nulla e prestato agli Stati per consumare le merci prodotte dalle corporations SpA amiche dei banchieri. Questo tipo di sistema è virtuale, poiché la moneta è presente solo nei computer, essa è creata dal nulla senza alcun equivalente contro valore in oro, cioè una merce tangibile e reale, e col sistema del prestito (moltiplicatore monetario, formula matematica) e della riserva frazionaria – riserva frazionaria all’8%, accordi Basilea II - essa diventa debito per i popoli. La creazione della moneta debito col moltiplicatore monetario consente alle banche private di prestare soldi anche se non esistono realmente indebitando anche gli Stati in cambio di Titoli di Stato, altra carta. Se uno Stato chiede 1 miliardo di euro alla BCE, la Banca d’Italia e cioè i suoi soci SpA possono inserire la quota parte, in cambio di Titoli di Stato, come riserva frazionaria (un quantitativo obbligatorio di soldi contanti da tenere in cassa, l’8%) e creare moneta debito dal nulla col sistema del moltiplicatore monetario. Per esempio, ad Intesa San Paolo SpA (a.d. Corrado Passera) spetterebbe il 30,3% del miliardo di euro e cioè 303 milioni di carta, moneta stampata ed Unicredit SpA (a.d. Alessandro S. Profumo) 157 milioni (quote e partecipazioni al 31 gennaio 2008). L’unico obiettivo di una SpA è massimizzare i profitti e quindi 303 milioni inseriti in cassa come riserva consente di creare inflazione monetaria ed indebitare lo Stato. Altro esempio, un signore A deposita 100 euro in banca, un signore B può chiedere in prestito 92 euro (riserva frazionaria all’8%, accordi Basilea II). Intanto alla banca risultano esserci 100 euro sul conto di A ed ora ha un credito di 82 da B. In questo modo le banche creano soldi dal nulla mentre i cittadini devono sudare col proprio lavoro. Con questo sistema si creano soldi necessari a corrompere qualunque politico, finanziare le guerre, e sostenere le corporations SpA amiche. Comprendiamo che se queste sono le premesse non esiste alcuna democrazia rappresentativa dato che i partiti sono i migliori camerieri dei banchieri.
Una moneta di proprietà del popolo, cioè del portatore e dello Stato, non emette debito e la relativa rendita da signoraggio viene rimessa nei conti dello Stato quindi non c’è usura, cioè non può esserci interesse.
La moneta è solo un pezzo di carta, è un mezzo, non è vera ricchezza.
L’attuale sistema è degenerato poiché essendo intrinsecamente inflazionistico il debito è inestinguibile e per tanto tutti sono spinti ad usare moneta ed accumularla poiché prigionieri di un vero e proprio inganno. C’è da aggiungere che la moneta viene creata dal nulla questo vuol dire che oltre all’inganno c’è una beffa infatti le banche emettono mutui con interesse senza rischiare nulla, senza un equo scambio. Un cittadino lavora e crea valore, le banche sono semplici tipografie ed emettono “valore”. In realtà è tutta illusione.
Il valore di una moneta lo determina chi la accetta. Lo Stato deve emettere moneta in maniera proporzionale alle merci ed ai beni prodotti e, lo può fare domani mattina. Ma queste vorrebbe significare dare valore alla vera ricchezza: persone, lavoro, idee, terreni, alimenti, merci prodotte e non la finanza delle borse. Applicando l’etica alla politica si tornerebbe al significato proprio dei termini: economia.
Per Aristotele l’economia è la sfera che ha come oggetto la… casa (forse lo sai che in greco “oikos” significa “casa”), la famiglia, in altre parole il privato. Aristotele, quindi, usa il termine “economia” non nel suo significato corrente oggi, ma nella sua accezione etimologica: la sfera che ha come oggetto la casa, la famiglia, in definitiva quello che possiamo chiamare il privato.
In questo contesto si capisce che lo Stato attraverso l’uso di uno strumento di misura: moneta consente ai cittadini di scambiarsi beni, merci e servizi immateriali. Si comprende che l’alta finanza serve a poco alla società umana.
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francesco.derobertis
Dicembre 14th, 2009 at 13:06
Non condivido! Articoli come questo ci allontanano dalla realtà ed aprono un varco molto pericoloso. Le teorie complottiste sul signoraggio non hanno fondamento scientifico, sono zeppe di contraddizioni ed affermazioni senza senza supporto.
vittoriodigiacinto
Dicembre 14th, 2009 at 20:58
Volevo rispondere a Francesco De Robertis, non ho letto completamente l’articolo di Peppe, anche se di solito siamo in linea con il pensiero.
In linea generale però posso assicurarti che la moneta e le sue implicazioni rende schiavi 5.000.000.000 di uomini sulla terra, e ne fa godere solo 100.000,000 che possono permettersi di usufruire di beni praticando nella vita di tutti i giorni uno stile di vita schifoso, il tutto a spese di Popoli “ignoranti” che vengono raggirati da chi ha imposto democraticamente delle istituzioni sovranazionali quali FMI-BM-WTO, le cito alcune frasi che spero la aiutino a capire, quando fai la spesa voti, il denaro in banca non è commestibile, il frumento non va dove c’è la fame ma dove ci sono i soldi, quest’ultima affermazione dovrebbe far capire a tutti che cos’è la moneta, la moneta perderà il suo valore, è solo una questione di tempo, la cosa è ciclica, perché fondata su basi insostenibili.
francesco.derobertis
Dicembre 15th, 2009 at 06:50
@Vittorio - La moneta è solo il mezzo, il divario nord-sud del mondo non è da ricercare nello strumento monetario ma nelle distorsioni generate nel corso dei secoli da diversi fattori (compresa la finanza mondiale); ma, come per la decrescita, il calo (o l’abolizione) del PIL non è il fine ultimo ma uno dei mezzi per giungere ad una nuova economia, allo stesso tempo non possiamo tifare per una scomparsa della moneta solo perché genera effetti collaterali, ma bisogna puntare ad un buon uso del mezzo. Del resto ci sforziamo sempre di rimarcare che la Decrescita non è ritorno al passato, la moneta non è certo una creazione recente. L’articolo, comunque, non parla di divario ricchi/poveri ma si inoltra in un campo complesso di creazione di moneta/valore e del sistema bancario.
roberto spano
Dicembre 15th, 2009 at 13:51
Stimatissimi,
io non sono un tecnico e confesso che questo argomento (per il quale ho chiesto a Beppe Carpentieri, tramite Andrea Bertaglio, maggiori info) è molto appassionante e coinvolgente perchè, aldilà delle teorie complottistiche alla Dan Brown (che lasaciano il tempo che trovano), la posta in gioco è davvero alta. In primis, è vero che le monete esistono da millenni, però inizialmente avevano un valore reale in quanto valevano il valore effetivo dell’oro (o dell’argento) di cui erano fatte.. meno il “signoraggio” che la zecca del Re applicava, trattenendo per se una parte di metallo. Poi si è passati alle monete “garantite” dall’equivalente in oro che doveva essere custodito nelle Banche Nazionali (tipo Banca d’Italia) e poteva essere “cambiato al portatore”. Provate oggi ad andare alla B.d’I. a chiedere di cambiare i vostri 10-100-1000 Euros in oro…. vi fanno una pernacchia a tipo Totò!! Cosa vuol dire questo? Che il denaro oggi “ha solo il valore teorico che i cittadini accettano di dargli”. Ma non esiste una garanzia materiale equivalente. Le Banche Centrali (ormai private!!!) lo emettono dal nulla e sul nulla guadagnano gli interessi sugli interessi!! Di questo tema se ne è interessato tempo fa il Prof. Giacinto Auriti (lo posso citare senza sospetti di parte perchè lui era un fascista convinto, e quindi lontanissimo politicamente da me!!) che fu messo a tacere come “vecchio pazzo visionario” senza però che nessuno riuscisse a dare una spiegazione alternativa su “come nascono i soldi”.
Grazie a MDF per aver toccato questo argomento così delicato e spero che si possa continuare ad approfondirlo. Non perchè auspichiamo la scomparsa del denaro, ma perchè questo torni ad essere solo uno strumento di scambio e non un valore assoluto ed indipendente dall’economia reale e dai beni/merci che dovrebbe rappresentare. Grazie ancora.
Roberto Spano
MDF Sardegna
francesco.derobertis
Dicembre 15th, 2009 at 21:35
Un’intera branca dell’economia (quella monetaria) non può essere sintetizzata in poche righe, ma a riguardo dell’argomento nel post, una buona base di partenza è la definizione di “singoraggio” su Wikipedia.