di Enzo Parisi
Ce l’abbiamo fatta! L’idea, nata in MDF Genova di presentare un documento politico ai due canditati alla Presidenza della Regione è diventata realtà. Ma non solo, è diventata molto di più. Tra il presentare la proposta da soli e la ricerca di un coinvolgimento di altre associazioni abbiamo scelto la seconda strada. Abbiamo lanciato l’idea e coinvolto altri partner, essendo ovviamente parte attiva della cabina di regia dell’evento che abbiamo costituito. A tutti coloro che hanno aderito all’idea è stata data la possibilità di proporre emendamenti al testo iniziale da noi predisposto. Alla fine siamo riusciti a materializzare il consenso su un documento politico di altre 30 associazioni, costituendo un gruppo che si chiama provvisoriamente Rete dell’ Altraeconomia e per gli stili di vita consapevoli in Liguria. Ed è questa la cosa che ci sembra più importante.
E’ nata quindi di fatto una rete ad oggi di 31 organizzazioni, che operano nel territorio ligure, e che sono legate essenzialmente da 4 punti:
• dalla consapevolezza che l’attuale modello di sviluppo, basato sullo sfruttamento illimitato delle risorse del pianeta, non è sostenibile,
• dalla scelta di contrastare il processo di deresponsabilizzazione verso le comunità del Sud del mondo, verso l’ecosistema e verso le generazioni future, che largamente predomina nella regola economica contemporanea.
• dal fatto di voler invece costruire una nuova idea di società e di economia, che sia basata su tanti principi positivi: il rispetto delle persone, dell’ambiente, la centralità delle relazioni e della fiducia, la partecipazione, la volontà e il piacere di unirsi fra realtà diverse e complementari.
• dalla voglia di allearsi per fare massa critica e sollecitare un cambiamento strutturale, profondo, dal basso, in grado di mutare la prospettiva politica e sociale.
Queste 31 organizzazioni, spesso di diversa impostazione culturale d’origine, sono riuscite quindi a elaborare un documento condiviso da sottoporre ai candidati alla Presidenza della Regione Liguria con precise richieste di azione da parte della Regione che sarà dopo le elezioni.
Il primo incontro è avvenuto mercoledì 3 marzo sera nella splendida cornice dell’Auditorium dell’Acquario di Genova con un evento pubblico al quale sono state presenti circa 200 persone. L’incontro è stato ordinato, educato e concreto. A 13 associazioni è stato dato l’incarico di dare lettura dei 13 punti del programma sui quali il candidato doveva esprimersi puntualmente prima di passare al punto successivo.
A mezzanotte un lungo applauso ha concluso la serata e ha salutato la riuscita della manifestazione anche come ringraziamento all’unico candidato (Claudio Burlando, Centro Sinistra) che finora si è reso disponibile all’incontro.
Di seguito il testo con i punti programmatici del documento.
PUNTI ALL’ATTENZIONE DEI CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI IN LIGURIA
Chiediamo alle parti politiche, in occasione delle prossime Elezioni Regionali Liguri, di prendere posizione rispetto alle problematiche evidenziate, di superare logore contrapposizioni di schieramento, ormai inadeguate all’urgenza ed alla gravità delle scelte epocali da prendere, e di esprimersi rispetto ai Punti ed alle Proposte di seguito elencati, inserendone i contenuti nei loro programmi elettorali.
Inoltre, alfine di favorire lo sviluppo di una nuova cultura economica e sociale in Liguria, attraverso la diffusione e il radicamento di stili di vita consapevoli e modalità di produzione responsabili si propone di istituire una delega all’Altraeconomia e agli stili di vita consapevoli, che costituisca una cabina di regia per tutte le azioni e le proposte qui contenute, volte a migliorare la qualità della vita sul nostro territorio, creando buona occupazione e contribuendo ad uno sviluppo compatibile con l’ambiente.
La Regione si impegna a sostenere:
- la fiera regionale annuale per l’altraeconomia e gli stili di vita consapevoli
- azioni territoriali di promozione nelle diverse province liguri volte al rafforzamento della rete
- istituire percorsi partecipativi anche attuando specifica normativa regionale
PUNTI E PROPOSTE
1. Promuovere la consapevolezza nei cittadini e nelle istituzioni della necessità di adottare stili di vita sobri e consapevoli di fronte alla insostenibilità di uno sviluppo, basato sul consumo crescente di risorse limitate e non rinnovabili, in particolare:
- Sostenere e sviluppare la rete regionale di educazione ambientale su questi temi
con campagne mirate (per target): alla solidarietà, al risparmio, al consumo sostenibile, alle energie alternative, anche attraverso l’attivazione di sportelli dedicati.
- Favorire, anche con interventi formativi, l’autoproduzione e la riacquisizione
delle competenze individuali, sia pratiche sia intellettuali.
- Rafforzare la Politica di Orientamento agli acquisti, alimentari e non, privilegiando quelli sostenibili, solidali e locali, attraverso:
- lo sviluppo della Rete Regionale degli Acquisti Verdi (attivata nel 2009);
- il sostegno ai Comuni per la realizzazione del Piano Triennale per lo sviluppo degli Acquisti Verdi (art. 20, l.r. 31/2007)
- una campagna di informazione e sensibilizzazione pubblica volta ad aumentare la domanda di prodotti locali
2 Salute. La salute dei cittadini è oggi sempre più minata da quella che viene definita “la
pandemia silenziosa”, che consiste in un aumento delle malattie croniche, come quelle cardiovascolari, i tumori, il diabete, l’obesità e le allergie. Per una sempre maggiore tutela della salute e del benessere dei cittadini bisogna agire sulla promozione della salute e sulla prevenzione primaria (abolizione e/o diminuzione delle cause ambientali di malattia) e quindi:
- Garantire che la spesa pubblica sociale e sanitaria sia usata con rigore e serietà: è spesa preziosa che serve a tutelare in primo luogo le persone più fragili. La sua efficienza e la sua efficacia sono obiettivi irrinunciabili: è necessario individuare al più presto indicatori condivisi di appropriatezza ed efficacia.
- Sollecitare i Comuni ad approntare il proprio Regolamento di igiene e sanità, base per una qualità comune della salubrità del territorio
- Effettuare una campagna per la lotta al rumore. Sollecitare i Comuni ad approntare il proprio piano di Zonizzazione acustica, il rumore è un inquinante che peggiora con effetti silenti la qualità della vita delle persone
- Inquinamento dell’aria: chiusura fonti inquinanti, delocalizzazione, monitoraggio qualità dell’aria con sistema di comunicazione dati ai cittadini in tempo reale e in termini comprensibili anche da non addetti ai lavori. I limiti di legge sono importanti per misure e provvedimenti, ma valori al di sotto di tali limiti sono ugualmente, anche se in misura minore, tossici e rischiosi per la nostra salute.
- Effettuare un controllo più efficace dei microinquinanti
- Decongestionare e moderare il traffico migliorando la mobilità pubblica e alternativa e promuovendo la mobilità pedonale, ciclistica e con motori elettrici.
- Effettuare adeguati controlli sui cibi e sugli indumenti specie di importazione
- Favorire anche a livello individuale la modifica di atteggiamenti, comportamenti e stili di vita, nel senso di una maggiore sobrietà e una maggiore attenzione per la salute, l’ambiente e il benessere
3. Energia: risparmio e decarbonizzazione: Assumere il Risparmio come nuova e primaria fonte dienergia: nessun sistema di produzione energetica rinnovabile sarà mai in grado di sostenere i nostri attuali livelli di consumo. La Liguria del 21° secolo deve investire in un piano energetico che la porti a ridurre la dipendenza da combustibili fossili, risparmiandone l’importazione, liberando così risorse finanziarie a favore delle imprese e della manodopera locali. Dichiarare la Liguria territorio NUCLEAR FREE.
- Risparmio energetico:adeguare ai requisiti previsti dalle normative vigenti in merito alla prestazione energetica degli edifici del Patrimonio Edilizio Esistente, e riducendo i consumi a valori in linea con i paesi europei più virtuosi per quanto riguarda il fabbisogno energetico della climatizzazione invernale ) ed estiva, il fabbisogno energetico per la produzione di acqua calda per usi sanitari ed il fabbisogno energetico per l’illuminazione artificiale. Ad esempio, ciò vorrebbe dire ridurre ad un terzo i consumi di combustibile per il riscaldamento.
- Efficienza energetica: ad esempio la produzione combinata di energia elettrica e termica (cogenerazione) può incrementare l’efficienza di utilizzo del combustibile fossile fino ad oltre l’80% (dal 40% attuale).
- Riscaldamento domestico: Accensione differenziata dei caloriferi: rivedere gli orari di accensione dei caloriferi per zone climatiche all’interno dei comuni (Nervi non è Pontedecimo).
- Aumentare le responsabilità individuali, rendendo obbligatori strumenti di gestione individuale dei consumi come i contabilizzatori di calore.
- Efficienza energetica degli immobili pubblici in Liguria: Il consumo energetico degli edifici di proprietà delle amministrazioni pubbliche appare di gran lunga superiore ai consumi medi registrati in sede europea, con un indice di consumo pari ad oltre 200 Kwh/mq all’anno. Le politiche di efficienza della macchina pubblica, così come gli impegni sottoscritti in sede internazionale, impongono l’adozione di soluzioni gestionali coerenti.
- Rendere cogente la certificazione energetica degli edifici (disciplinata in Liguria dalla LR n.22/ 2007 e dal regolamento regionale n.1 del 22 gennaio 2009,
4. Energie rinnovabili. Devono essere la fonte energetica del futuro.
- Incentivare l’utilizzo delle energie rinnovabili a partire da quelle (come il solare termico), che non hanno bisogno di contributi pubblici per ammortizzare cospicui oneri d’investimento, ma anche sviluppando eolico fotovoltaico, geotermia e miniidro.
- Evitare ove possibile ogni forma di concentrazione, sia in fase produttiva, sia di utilizzo. Forme di autoproduzione ed utilizzo energetico “off grid”, già realizzate e presenti all’estero, sono garanzia di autonomia e libertà dalle fluttuazioni dei mercati e dai condizionamenti dei potentati economici.
5. Effetto Serra. Al di là degli scoraggianti esiti del Vertice di Copenhagen bisogna proseguire nella corretta strada della riduzione delle emissioni, specie se si tratta di ridurre gli sprechi.
- Occorre che tutti i Comuni della Liguria aderiscano con convinzione al Patto dei Sindaci per Kyoto, affinchè non resti un fatto simbolico, ma diventi un impegno concreto per raggiungere, anche in Liguria, gli obbiettivi fissati dalla Comunità Europea in materia di clima: 20% di riduzione delle emissioni di CO2, 20% di risparmio energetico, 20% di produzione energetica da fonti rinnovabili.
- Occorre che tutti i Comuni della Liguria adottino regolamenti edilizi all’avanguardia per il risparmio e l’efficienza energetica.
- Porre l’obiettivo a medio-breve termine di diventare una regione “carbon free” abbandonando il sistema carbone, in particolare nelle tre centrali termoelettriche liguri e nel comprensorio Val Bormidese
6. Infrastrutture e Mobilità. Il proliferare di infrastrutture viarie e la mobilità sempre più
frenetica, sono il segno tangibile dell’economia della crescita infinita. Obiettivo della mobilità deve essere quello di permettere lo spostamento delle persone, di tutte le persone, e non dei mezzi di trasporto. Deve permettere la valorizzazione di tutti i territori e non solo dei forti “attrattori”: deve quindi essere lenta ed accessibile a tutti. Una volta ristabilite le giuste priorità diventerà conseguente:
- esaminare attentamente l’effettiva utilità delle “grandi infrastrutture trasportistiche” (strade, autostrade, TAV, etc.) che tendono a collegare le grandi aggregazioni urbane a scapito del territorio
- favorire il trasporto pubblico LOCALE come strumento di risparmio energetico e di maggior efficienza, anche attraverso il rispetto della puntualità e della pulizia dei mezzi (treni,tram, autobus,etc)
- Invertire nel bilancio regionale il rapporto tra stanziamenti per infrastrutture stradali e quelle ferroviarie, attualmente in rapporto percentuale 95:5
- applicare gli standard della Moderazione del Traffico ad ogni strada, cittadina e non, (deve diventare normale per pedoni, ciclisti, automobilisti e motociclisti muoversi a velocità limitata in spazi condivisi, nel rispetto della reciproca sicurezza
7. Promuovere la nascita, il consolidamento e la riconversione di piccole e medie imprese e
cooperative sul territorio ligure, che adottino modelli produzione eco-efficiente, responsabili verso le persone, le comunità e l’ambiente, orientate alla produzione di beni e servizi eco-compatibili attraverso fondi dedicati all’innovazione.
8. Sviluppo dell’agricoltura locale e della filiera corta. Con 1.385 km2 di superficie agricola totale la Liguria è la regione italiana con il minore rapporto superficie agricola totale/superficie territoriale (34%). La superficie agricola utilizzata corrisponde a circa il 36,3% della superficie agricola totale. La peculiare conformazione del territorio ligure e la sua tradizione storica rendono particolarmente funzionale l’agricoltura contadina di piccola scala. Valorizzare l’agricoltura locale è inoltre uno strumento efficace per ridurre le emissioni di CO2, riducendo i trasporti. L’agricoltura può essere una fonte importante di nuova occupazione.
Occorre quindi:
- Incrementare la diffusione della produzione agricola col metodo BIOLOGICO,per le sue caratteristiche di sostenibilità ambientale e di capacità di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. In particolare nel settore enologico, floristico, ortofrutticolo, zootecnico e lattiero caseario. In particolare, in sede di attuazione della recente l.r/ n. 66/09 - dovranno essere individuate misure di sostegno alle diverse forme di aggregazione di piccoli produttori che favoriscano la conversione ai metodi di agricoltura biologica e il loro riconoscimento,attraverso percorsi partecipativi tra Gruppi di Acquisto Solidale e piccoli produttori.
- A difesa dell’agricoltura biologica e locale tutto il territorio Ligure dev’essere dichiarato OGM FREE
- Approvare, a fianco della legge sul commercio equo e solidale in vigore, una Legge
regionale su” Km Zero”, per sostenere e programmare “filiere corte”, con un sistema che favorisca i rapporti tra i Gruppi di Acquisto Solidale e i produttori locali, creando salvaguardia e sviluppo per i coltivatori diretti, per i lavoratori del settore e per l’ambiente.
- Approvare una legge che riconosca l’agricoltura contadina, distinta da quella industriale, e che per i contadini disponga particolari regimi normativi fiscali e sanitari (differenti da quelli previsti per gli imprenditori e, in particolare, per chi pratica l’agricoltura in grande scala) e regole burocratiche leggere e semplificate;
- Proponga vincoli alle Province per l’adozione di provvedimenti per ottenere una drastica riduzione e il contenimento della popolazione di ungulati (cinghiali,caprioli).
- Favorire la pesca e i processi che promuovano il consumo di specie ittiche “minori”, compresa l’acquacoltura, biologica e di qualità, con una filiera produttiva ligure, che dia garanzia di tracciabilità e sicurezza ai consumatori
- Facilitare la disponibilità di spazi che possano svolgere una doppia funzione: da una parte permettere lo scambio diretto tra produttori e consumatori, dall’altra favorire incontri di informazione e sensibilizzazione,
- Sostenere i piccoli produttori nell’individuazione e nell’utilizzo delle risorse già
disponibili in strumenti quali, ad esempio, il PSR - Piano di Sviluppo Rurale, attraverso interventi di informazione, formazione, supporto alla partecipazione dei bandi aperti, in modo da favorire la loro presenza effettiva all’interno di queste misure di intervento.
9. Un territorio progettato in armonia con la natura. La Liguria come un unico sistema territoriale che ha bisogno di un’alta protezione. Occorre ripensare il territorio Ligure, come un sistema integrato, concependo la gestione e la tutela delle aree ad alta antropizzazione, degli ambienti naturali, degli ecosistemi e della biodiversità come un continuum. Gli alberi consentono di mantenere vivo il rapporto tra l’uomo e la natura, le foreste garantiscono un’aria più pulita, rivelandosi uno strumento indispensabile nella lotta ai cambiamenti climatici. Quindi:
- Valorizzare i Parchi regionali, dotandoli di risorse adeguate. Valorizzare e realizzare in ogni città parchi urbani e verde diffuso.
- Difendere e valorizzare presidiare i nostri boschi
10. Stop al consumo di suolo. Il patrimonio edilizio esistente è già ampiamente sufficiente in rapporto al numero di abitanti, vedendo le decine di migliaia di case sfitte nelle quattro Province, non c’è bisogno di nuove abitazioni e di ulteriore consumo di territorio, ma di:
- cercare un accordo con i proprietari di case sfitte, così come ha cominciato a fare il Comune di Genova.
- operare nel recupero e nella manutenzione edilizia, anche con l’attivazione di piani per il risparmio energetico.
- migliorare la qualità ambientale delle città: più ricche di verde, spazi pubblici e orti urbani, a misura d’uomo e soprattutto di bambino, dove sia bello vivere non una città a misura di auto e di costruttori.
- Inserire adeguate norme nel Piano Territoriale Regionale.
- Evitare ulteriore consumo di costa, in particolare dovuto ai vecchi porti turistici ed ai ventilati nuovi progetti razionalizzando gli spazi nei porti commerciali esistenti
11. Gestione dei rifiuti. La nostra regione non riesce a raggiungere livelli di raccolta differenziata neppure nei termini obbligatori di legge. E’ necessario operare per:
- Favorire e sostenere una nuova filiera industriale finalizzata al riciclo delle materie provenienti dalla raccolta differenziata, individuando aree idonee equamente distribuite sul territorio e incentivando una nuova imprenditoria del settore
- Recuperare la grave carenza infrastrutturale di siti per il trattamento dei rifiuti (isole ecologiche, aree pre-trattamento a freddo, ecc.)
- Favorire il passaggio alla raccolta “porta a porta”
- Ridurre la produzione dei rifiuti attraverso la diminuzione alla fonte degli imballaggi, la commercializzazione da parte della grande distribuzione di prodotti a basso impatto ambientale (prodotti sfusi o alla spina), l’incentivazione di pratiche quali il compostaggio domestico e l’utilizzo dell’acqua di rubinetto.
- Rendere il conferimento in discarica meno conveniente aumentando ulteriormente l’addizionale dell’ecotassa regionale di conferimento per chi non raggiunge i valori di raccolta previsti per legge
- Favorire la raccolta dell’umido finalizzata alla produzione di compost, individuando idonei siti per il suo trattamento e sostenendo reti opportune per la commercializzazione.
12.Beni comuni
La Regione dovrebbe informare le sue politiche relative ai beni comuni secondo i seguenti principi:
L’ acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita. Pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile ed all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo, un diritto universale, indivisibile che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’ art. 2 della Costituzione:
- l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
- la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana
- la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici;
- il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;
- il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.
- Dovrebbe incentivare l’utilizzo di acqua del rubinetto presso gli enti pubblici e la popolazione
- Sostenere la diffusione del software libero come prodotto e strumento intellettuale qualificabile come “bene comune” e quindi non sottoposto alle limitazioni di disponibilità ed utilizzo derivante dal regime privatistico dei diritti d’autore e di software proprietario.
- il concetto di software libero discende naturalmente da quello di libertà di scambio di idee e di informazioni. Negli ambienti scientifici, quest’ultimo principio è tenuto in alta considerazione per la fecondità che ha dimostrato; ad esso infatti è generalmente attribuita molta parte dell’eccezionale ed imprevedibile crescita del sapere negli ultimi tre secoli. La libertà di scambio di idee non è tuttavia una questione puramente pratica: essa è anche alla base dei concetti di libertà di pensiero e di espressione.”(da Associazione per il Software libero)
13. Finanza etica. Promuovere la Finanza orientata sui principi etici, soprattutto per la gestione finanziaria degli enti pubblici implementando legislazioni specifiche al riguardo.
- è ormai riconosciuto come l’attuale crisi economica sia stata generata da operazioni finanziarie speculative ed inique a livello globale che hanno innescato una crisi di sistema economico mondiale; questa crisi ha ulteriormente aumentato l’interesse verso tutte quelle forme di finanza etica che promuovono il “credito come diritto dell’uomo” e la consapevolezza delle conseguenze “non economiche” di nostre azioni economiche (come gli acquisti).Esistono in Regione esperienze di microcredito (Caritas La Spezia) che dovranno essere sviluppate con il sostegno degli enti pubblici.
Hanno aderito a questo percorso, in ordine alfabetico:
1. Aiab Liguria
2. Amici di Beppe Grillo Genova - Gruppo Storico dal 2005
3. Amici del Chiaravagna
4. ARCI Genova
5. Asci Liguria
6. Circoscrizione Soci Banca Etica Genova e La Spezia
7. Critical Wine Genova
8. Bottega della solidarietà - Savona
9. Conacreis
10. Consorzio della Quarantina
11. Cospe
12. Ecovillaggio Torri Superiore (XXmiglia)
13. Equa
14. FAIR
15. Fiume Azzurro
16. Alcuni G.A.S. della provincia di Genova
17. Ingegneria senza frontiere
18. ISDE- Medici per l’Ambiente Liguria
19. Legambiente Liguria
20. La Bottega Solidale
21. Le Ramate
22. Liguria Biologica
23. Magazzini del Mondo (La Spezia)
24. Manitese - Gruppo di Genova
25. ML Impianti
26. Movimento Decrescita Felice
27. Movimento Difesa Cittadino
28. Roba dell’Altro Mondo (Camogli)
29. Servizio Civile Internazionale
30. Terra!
31. Zucchero Amaro
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