di Andrea Bertaglio
Gland, Svizzera - Alla luce di un nuovo studio indipendente dell’organizzazione per la conservazione del WWF, è consigliabile bere la cosiddetta “acqua del rubinetto”, che è spesso buona come quella in bottiglia, a beneficio dell’ambiente e del proprio portafogli.
Secondo lo studio, “Acqua in bottiglia: capire un fenomeno sociale“, commissionato dal WWF, l’acqua in bottiglia in molte nazioni può essere né più sicura né più salutare di quella del rubinetto, mentre il suo costo di vendita è fino a mille volte superiore.
Eppure, quella dell’acqua è l’industria di bevande più in espansione del mondo e ne è stimata un’ulteriore crescita, del valore di 22 miliardi di dollari all’anno.
Lo studio rivela che il mercato dell’acqua in bottiglia è in parte incentivato dalla preoccupazione riguardo alla qualità delle acque di falda e soprattutto dal marketing di molte marche che la ritraggono come prelevata direttamente alla sorgente e quindi più sana di quella del rubinetto.
Sta di fatto che alcune acque in bottiglia differiscono da quella di rubinetto per il fatto che sono distribuite in bottiglia piuttosto che attraverso condutture. Ci sono infatti più standard regolatori che tengono sotto controllo l’acqua di rubinetto in Europa e negli Stati Uniti di quante ce ne siano per l’industria dell’acqua in bottiglia.
“Il nostro atteggiamento nei confronti dell’acqua di rubinetto è stato forgiato dall’inquinamento che sta soffocando fiumi e torrenti, i quali dovrebbero essere delle vene di vita”, sostiene Richard Holland, direttore della campagna “Living Waters” (Acque Viventi) del WWF. “Dobbiamo proteggere e mantenere accuratamente protette queste acque alla fonte, e non solo durante le operazioni di trattamento, in modo da poter tranquillamente berle dal nostro rubinetto”.
Lo studio rende noto che mentre l’acqua in bottiglia può avere il vantaggio di essere generalmente più sicura in aree in cui quella di falda può essere stata contaminata, bollire o filtrare l’acqua locale la rende sicura ad un costo di gran lunga inferiore per le persone meno abbienti.
Ad ogni modo, secondo la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), in termini di valori nutrizionali, l’acqua in bottiglia non è meglio di quella del rubinetto. Può contenere piccole quantità di minerali, ma vale lo stesso per l’acqua di molti fornitori pubblici e municipali.
Alcuni “consumatori” preferiscono l’acqua in bottiglia per il suo sapore. Il WWF sostiene che le compagnie che la vendono hanno un’importante responsabilità nell’assicurare che producono in quantità consistenti acqua che non è solo sicura, ma anche piacevole da bere.
Questo studio ha rivelato che ogni anno vengono utilizzate un milione e mezzo di tonnellate di plastica per imbottigliare acqua. Svariate sostanze chimiche tossiche sono poi rilasciate nell’ambiente durante la produzione e lo smaltimento delle bottiglie.
Inoltre, un quarto degli 89 milioni di litri di acqua imbottigliata ogni anno sono consumati al di fuori dal loro paese di origine. Le emissioni di gas serra e diossido di carbonio, causate dal trasporto all’interno delle e fra le diverse nazioni, contribuisce al problema globale dei cambiamenti climatici.
“L’acqua in bottiglia non è nel lungo termine una soluzione sostenibile per assicurare l’accesso ad acqua pulita e sicura”, ha affermato Richard Holland. “L’acqua potabile è un diritto di base. Proteggere i nostri fiumi, torrenti e falde ci aiuterà ad assicurare che l’acqua del nostro rubinetto rimanga un servizio che distribuisce acqua potabile di qualità, per tutti ed a prezzi onesti ed accessibili”.
(Fonte: Science Africa)
vedi anche: IL PIANETA IN BOTTIGLIA
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canavacci maurizio
Marzo 14th, 2008 at 10:37
quando vado in un supermercato(raramente) vedo parecchia gente che compra acqua in bottiglia delle marche più disparate,in confezioni da sei ,pesanti ingonbranti,inutili.L’altra sera un dj di radio rock a Roma ha ricontattato telefonicamente Maurizio Pallante che oltre che spiegare che in questo modo si producono svariati tipi di rifiuti da smaltire ha fatto notare come in effetti siamo regrediti ai tempi in cui non c’era l’acqua nelle nostre case e le famiglie (le massaie dell’epoca) dovevano sobbarcarsi anche di questo gravoso incarico.A Roma tutto ciò oltre che dannoso è stupido:in qualsiasi zona della città c’è una fonte,
una sorgente ,e per legge queste sorgenti sono tutte comunali.Egeria ,Appia ,Claudia ,le stesse marche che vediamo nei supermercati,hanno un luogo dove ci sono fontanelle da cui sgorga la stessa acqua che si compra nel supermercato.Tralasciamo il mio caso personale,io sono costretto ad andare alla Fonte Claudia in quanto la mia abitazione è situata in una zona di Roma nella 19sima circoscrizione non raggiunta dall’acquedotto comunale(l’ici però la vogliono lo stesso) e abbiamo dei pozzi artesiani per l’acqua che è sconsigliabile bere,ma chi vuole assolutamente acqua in bottiglia e non si fida di quella del rubinetto,ma perchè non va alla fonte?Utilizzando le mie 130/140 bottiglie di plastica ormai da più di 5 anni ho la mia scorta per 4/5 mesi non produco altri rifiuti,sono sicuro di quello che bevo,ed è acqua minerale leggermente frizzante,ed ora ci porto sempre i miei nipoti che si divertono da matti .Roma è la citta delle fontane ed è veramente da fresconi comprarla nei supermercati:per inciso il costo delle mie 140 bottiglie è 6 euro,il parcheggio davanti alla fonte.Quello che dico
è provato dal fatto che a Santa Maria delle Mole sulla via Appia si fanno la doccia con l’acqua minerale frizzante perchè la sorgente Appia è a poche centinaia di metri.Ora andarla a comprare in un negozio…….a Roma usiamo dire “ma devi esse proprio de’coccio”……..Fonte Claudia Loc.Anguillara Sabazia nei pressi della stazione FS ……..saluti a tutti
zadrano
Marzo 14th, 2008 at 13:21
In Puglia abbiamo l’Acquedotto Pugliese, che getta oltre il 50% dell’acqua. L’Acquedotto paga danni milionari ai contadini che hanno i campi marciti per le perdite. Loro gettano l’acqua e noi la paghiamo lo stesso, avendo la tariffa più cara d’Europa. Anche i dipendenti (quasi tutti impiegati amminstrativi) sono cari: un posto all’Acquedotto è un mito.
Ulteriore danno: non si può bere l’acqua del rubinetto (peraltro non eccelsa), perchè ogni condominio ha l’autoclave - causa la scarsità dell’erogazione.
Volevano privatizzare ma Vendola & co. si opposero.
Quest’anno, nonostante le piogge, stiamo per subire una violenta riduzione nell’erogazione.
Bari, 14 marzo 2008
Francesco De Lauro
il blog di Giorgio Montanari - Goccia dopo goccia
Novembre 11th, 2008 at 18:11
[…] nel frattempo continuiamo invece a bere l’acqua in bottiglia, ed a scaricare i nostri liquami direttamente in […]