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10 thoughts on “(Italiano) Guarda la puntata de L’Infedele con Maurizio Pallante”

  1. Concordo in pieno! Ultimamente molte trasmissioni hanno chiamato Pallante ed altre persone per parlare di decrescita, transizione…ma poi alla fine non li fanno parlare. Sono sempre più dell’idea che una parte del mondo gira in un senso e un’altra parte gira nell’altro! Purtroppo in TV non siamo ben visti e non ci fanno parlare ma fuori dalla scatola, il risveglio è palese!
    Ho visto le facce dei giornalisti/economisti quando Pallante ha parlato della fine delle auto e di possibili cambiamenti e riqualifica di aziende come la FIAT, erono esterefatti! Se la VW fà dei microgeneratori, la Peugeot fa delle bici elettriche e la Nissan costriusce sempre più auto elettriche ci sarà un motivo no?! Purtroppo, pure i giornalisti sono vecchi e non vogliono ascoltare e vedere che lì fuori c’é gente vera che vive in maniera diversa!
    Emma

    1. Tutto vero, tutto giusto, ma mi domando perchè ci si dovrebbe aspettare da parte di Fiat piuttosto che altre aziende interesse su proposte che vanno nella direzione contraria ai propri convincimenti.
      Penso che i primi a investire le proprie energie su un progetto, siano in primis quelli che quel progetto lo promuovono, propongo di acquisire le aziende strategiche per gestirle in modo coerente. E questa non vuole essere una provocazione, penso che il passaggio epocale che stiamo vivendo indichi una sola possibilità solo con un passaggio di consegne, come lo fu fra monarchia e borghesia più di due secoli fa si potranno risollevare le sorti di una economia destinata all’implosione. Si devono non solo cambiare le voci che compongono il bilancio ma anche rivedere i rapporti con cui queste interagiscono fra loro c’è un lungo lavoro non privo di rischi e difficoltà, ma non vedo alternative, anche se spero ve ne siano.

  2. Nuovamente, guardando lo spettacolo penoso e inutile della puntata di ieri, mi sono chiesto se i temi della Decrescita possano trovare casa nel mezzo televisivo o se non sia meglio piuttosto rigettarlo. O perlomeno evitare certi contesti irrimediabilmente compromessi dal colonialismo mentale della Crescita. Quante parole inutili si sono sentite, eccetto Pallante e pochi altri momenti.

  3. Personalmente sono convinto di due cose: bisogna parlarne sempre e comunque perchè prima o poi ci verranno a cercare per prendersi le ricette.
    seconda cosa: parlare di un cambiamento a chi con la crescita si è stra-arricchito è come voler svuotare il mare con un cucchiaino.
    Questi signori pensano ancora che la crescita sia possibile o meglio che arricchirsi sia possibile e lo sia per loro. Forse loro hanno la possibilità di spremere ancora il limone, ma la sofferenza delle famiglie( come ribadiva con forza ieri Maurizio) davvero dovrebbe far capire che è urgente ed impellente cambiare rotta.

    Lo capiranno…con le buone oppure sbattendo e fracassandosi le ossa contro l’illusone che inseguono.
    Non molliamo e restiamo da esempio nel piccolo e nel grande.

  4. che ingenuo che sono stato,ho pensato addirittura che la puntata dell infedele sarebbe stata dedicata interamente alla decrescita invece alla fine si è solo parlato del nulla, tranne gli interventi di Pallante che saranno sembrati incomprensibili a gli altri ospiti in studio visto che nessuno continuava su i suoi discorsi,che ingenuo che sono stato

  5. Maurizio Pallante e Luigino Bruni sono stati gli unici lampi di luce, di intelligenza e di buon senso in un cielo nero come la pece di parole vuote, fumose ed inutili. Io credo che partecipare a queste trasmissioni sia sicuramente una sofferenza ma è anche una grande occasione per parlare a milioni di persone e cercare di far accendere qualche luce in più di speranza, quindi grande Maurizio, tieni duro e non mollare mai, perchè la gente capisce chi è sincero e ha qualcosa da dire e chi parla del nulla perchè nulla di buono ha da dire.

  6. Una trasmissione penosa dove alla fine si resta convinti che sia costruita ad arte per banalizzare e ridicolizzare il pensiero alternativo.
    Verso la fine, Maurizio ha dovuto prendersi con la forza un minuto per dire cose che il conduttore non voleva ascoltare. Spero che sia servito a qualcosa.
    (Ho scritto anche sul blog di Gad Lerner, nello spazio del video musicale, un mandolino che suona Bach. Credo che Lerner non si renda neanche conto del significato simbolico da ancient régime di quella scelta musicale.)

  7. Io me l’aspettavo. Per qualche minuto ci ho sperato, ma da quando Lerner lo ha definito “l’econmista di fiducia di Grillo” era chiaro con quale intento lo avesse invitato. Cioè sperando che facesse qualche “grillata” e che sparasse qualcosa in stile Occupy Wall Street, ma giusto così, tanto per fare caciara e fare la figura del difensore della moderazione contro gli eversivi. Per me a certe trasmissioni non bisogna proprio andarci. Il tono generale della discussione era patetico, fuori dalla realtà e chiuso a qualsiasi ragionamento che andasse fuori dallo schema.

  8. io sono dell’idea che in parole povere dobbiamo fare dassoli…. inutile cercare ascolto dai media, sono tutti “inquinati”, il conduttore non vuole rischiare e cerca di non far parlare …… incredibile, capiranno prima o poi che si faceva davvero sul serio…. maurizio non mollare mai, e noi tutti sosteniamo la giusta causa.

  9. Anch’io ho seguito la puntata de “L’infedele” del 17 settembre e mi è dispiaciuto che Gad Lerner abbia dato poco spazio a Maurizio Pallante che esponeva idee veramente nuove e, soprattutto, piene di concretezza.
    Ho trovato francamente spiacevole che Pallante venisse interrotto sul più bello mentre tentava, nell’arco di una manciata di secondi, di spiegare il complesso concetto della “decrescita felice” e come essa possa offrire soluzioni vere ai drammatici problemi che stiamo vivendo. Sarebbe stato sicuramente utile lasciar proseguire Pallante perché Cofferati (insieme ai telespettatori) sarebbe venuto a sapere, ad esempio, che decrescita non è affatto sinonimo di recessione e avrebbe evitato di confondere i due concetti.
    Si è preferito invece dare molto più spazio al tema di quale dei capitani d’industria troverà il coraggio di candidarsi e altre amenità.
    Pallante ha fatto un’affermazione bomba: la crescita del Pil non porta all’aumento dell’occupazione. Ha dichiarato che dal 1960 ad oggi, nonostante un aumento del Pil italiano del 400% ed un aumento della popolazione di svariati milioni, il numero degli occupati è rimasto fermo a 22 milioni vale a dire che, in termini relativi, esso è diminuito.
    E’ un affermazione certamente eterodossa rispetto al pensiero economico oggi largamente maggioritario che, all’unisono ed incessantemente, ripete il verbo della crescita attraverso le “grandi opere” per “uscire dalla crisi” e “creare lavoro”.
    Ma quell’affermazione è vera o no? Perché, se non è vera, Pallante ha detto una stupidaggine e mi sarei aspettato che i due professori universitari di economia presenti nello studio, Bruni e Savona, gli dessero sulla voce, lo mettessero a tacere con dati e statistiche; invece hanno taciuto e si dice “chi tace acconsente”
    Se, invece, essa è vera è un peccato che il conduttore non abbia invitato i partecipanti ad un approfondimento perché essa punta il dito non su una questione di poco conto ma sul criterio al quale si ispirano le politiche economiche dei governi per indirizzare i nostri sistemi economici che, almeno, dagli anni 1920 in poi sono vittime di ripetute e sempre più ravvicinate crisi di sovrapproduzione.
    Apprezzo, come cittadino e telespettatore, la decisione di invitare persone che si oppongono al “pensiero economico unico” ma trovo incoerente che poi non le si lasci esprimere compiutamente le loro idee.

    Maurizio Pavoni

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