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10 thoughts on “(Italiano) Proposta di confronto su un progetto per superare la crisi e creare un’occupazione utile”

    1. D’accordo su tutto, ma se è vero com’è vero che il sistema economico attuale, contiene in se’ i germi dell’ autodistruzione, che anche alcuni sostenitori di questo modello,ormai convengono sul fatto che sia esso destinato all’implosione, che ormai solo l’ottusità guida le menti dei pochi che hanno nelle loro mani il destino del nostro pianeta: allora c’è da chiedersi se non sia il caso di iniziare a lavorare sulla nuova economia; per tempo ragionare sui nuovi equilibri che questa dovrebbe contenere, quali i nuovi legami e i nuovi rapporti fra l’economia e la finanza.
      Uscire da questo mercato e costruirne uno parallelo, dove trovino casa le nuove regole, mi chiedo e vi chiedo se sia oggi il tempo possibile? Credo che non solo lo sia ma che non si indugi oltre, ci basti pensare che è quello che ci troveremo ad affrontare nell’ipotesi ventilata poc’anzi del collasso del sistema. Inviterei tutti gli” uomini di buona volontà” ad unirsi e coordinarsi in questo progetto.

  1. Quello che mi sfugge è come può essere, nel pratico, un modello economico più concentrato sul terriotorio ed al locale.
    Fino a che parliamo di agricoltura è abbastanza comprensibile, ma se parliamo di PMI magari metalmeccaniche, allora non vedo come si possa sfuggire alla logica dell’indotto.

  2. Interessante davvero, ma quello che mi sfugge è una cosa: come può coesistere e sopravvivere un sistema del genere quando le relazioni internazionali sono ancora schiave della logica, come dice lei, otto-novecentesca? Come reagirà questa nuova filosofia economica di fronte allo strapotere sulle materie prime da parte del capitalismo sfrenato e dalla cosiddetta ingegneria finanziaria? Sinceramente lo studio dovrebbe essere approfondito circa le dinamiche di rapporto in un ipotetico scenario in cui la decrescita felice si scontrerà inevitabilmente con altre logiche.

  3. Aggiungerei una serie di soggetti di cui c’è estremo bisogno: buoni comunicatori che traducano tutto questo in forme immediatamente comprensibili a tutti. L’analisi che ho appena letto è molto chiara e intelligentemente argomentata ma non può essere utilizzata per aggregare consenso. Le esperienze più felici cui abbiamo assistito in questi anni dal punto di vista della divulgazione di questi punti di vista sono il blog di Grillo, le Goodnews di Report e “M’illumino di meno” di Caterpillar. Nei primi due prevale ancora tuttavia la pars destrens e la critica che, certo, crea consenso ma lascia scoperto il fianco alla critica e alla delusione di quanto supportano la protesta ma non sono pronti a un cambio di prospettiva. Pensiamo a quante rivoluzioni sacrosante e a quanti movimenti illuminati sono naufragati nel corso della storia per problemi di comunicazione e consenso. Per me imparare dalla storia è questo, non allarmarsi per le somiglianze (perché la Storia si ripete sì, ma mica uguale!).

  4. un’unico ma se mi è concesso…pur essendo stato il “Movimento per la decrescita felice” ispiratore al pensiero del M5S e pur che lo stesso sia l’unica forza politica reale che porta avanti al meglio l’idea della decrescita nel buon articolo devo dire non se ne fà cenno, si plaude ad alcune frange della “sinistra”, alle correnti New Labor, all’estrema sinistra, ma di Movimento 5 Stelle non si fà cenno pure essendo una forza politica legale e riconosciuta tenendo in considerazione che se dovesse un domani il M5S governare questo Paese il sù scritto progetto per molti versi si tradurrebbe in realtà…Pallante la decrescita è di “sinistra” o al disopra delle parti? grazie

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