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5 thoughts on “(Italiano) Decrescita e produttività”

  1. A parte la mia perplessità sull’uso del termine “ Depilazione” che non avevo ancora incontrato nell’ambito della terminologia economica, vorrei fare alcune considerazioni :

    1 ) Da sempre l’aumento della produttività ha come unico scopo l’aumento o il mantenimento del profitto per chi detiene il capitale. Recentemente si osserva inoltre che gli strumenti per ottenere l’aumento della produttività (Automazione , informatica, robotizzazione ) creano meno posti di lavoro di quanti non ne creino.
    2) Non è necessariamente vero che l’automazione riduca solo la mano d’opera di più basso livello, come è dimostrato dalla diminuzione di lavoratori nel sistema bancario e di altri lavoratori di “concetto”.
    3) Le aziende non accettano di pagare uguale salario a fronte di una diminuzione della quantità di lavoro prestato.
    4) Non è un assioma che un aumento della qualità del prodotto implichi necessariamente un aumento della qualità del personale e quindi della sua retribuzione mentre invece ne aumenta il prezzo.

    A fronte di quanto sopra si ha un aumento di lavoratori facilmente sostituibili, meno retribuiti e perciò con minor capacità di spesa.

    Il così detto “Beato ozio” si trasforma perciò in disoccupazione che è tutto meno che beata.

    La constatazione finale è che se non cambia il meccanismo di generazione del profitto difficilmente si potrà raggiungere l’obiettivo di una crescita virtuosa

  2. Vediamo se il mio commento sparisce di nuovo.
    Commneto :

    A parte la mia perplessità sull’uso del termine “ Depilazione” che non avevo ancora incontrato nell’ambito della terminologia economica, vorrei fare alcune considerazioni :

    1 ) Da sempre l’aumento della produttività ha come unico scopo l’aumento o il mantenimento del profitto per chi detiene il capitale. Recentemente si osserva inoltre che gli strumenti per ottenere l’aumento della produttività ( Automazione , informatica, robotizzazione ) creano meno posti di lavoro di quanti non ne creino.
    2) Non è necessariamente vero che l’automazione riduca solo la mano d’opera di più basso livello, come è dimostrato dalla diminuzione di lavoratori nel sistema bancario e di altri lavoratori di “concetto”.
    3) Le aziende non accettano di pagare uguale salario a fronte di una diminuzione della quantità di lavoro prestato.
    4) Non è un assioma che un aumento della qualità del prodotto implichi necessariamente un aumento della qualità del personale e quindi della sua retribuzione mentre invece ne aumenta il prezzo.

    A fronte di quanto sopra si ha un aumento di lavoratori facilmente sostituibili, meno retribuiti e perciò con minor capacità di spesa.

    Il così detto “Beato ozio” si trasforma perciò in disoccupazione che è tutto meno che beata.

    La constatazione finale è che se non cambia il meccanismo di generazione del profitto difficilmente si potrà raggiungere l’obiettivo di una crescita virtuosa

  3. Cito:
    Il comportamento attuale del sistema (quello che usa la produttività per fare sempre di più) è invece finalizzato all’aumento della “redditività”.

    Appunto, mica si produce e si consuma tanto per ridere, è il reddito, il profitto, il guadagno, il solo e unico motore di tutto il processo.

    E’ perfettamente inutile fantasticare di decrescita se non si traduce in un MAGGIORE profitto da parte di industria e/o finanza.

    Il banchiere o l’industriale persegue il PROPRIO profitto immediato, non quello delle future generazioni.

    1. E’ proprio questa la causa della crisi. Ognuno, banchiere o industriale, persegue il proprio profitto immediato e chissenefrega delle generazioni future. Io intanto faccio i soldi e chissenefrega se inquino o consumo tutte le risorse, il problema lo lascio a chi verrà dopo. Il problema è che stanno segando il ramo dell’albero su cui anche loro sono seduti. GAME OVER. E allora meglio cambiare strada e iniziare a pensare ad una decrescita felice, perchè l’alternativa è una crisi e una recessione senza fine e un brusco atterraggio.

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