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7 thoughts on “(Italiano) L’uomo sceglie le sue catene”

  1. Ciao Alessandro,

    molto bello questo articolo.

    Non condivido però l’idea che per uscire da questo sistema che ci stà stritolando si possa pensare di lavorare meno ma guadagnare la stessa somma. Non che non si potrebbe fare “tecnicamente” (sappiamo bene quanto sperequati sono i salari e basterebbe rilivellarli per ottenere quello che tu auspichi) ma perchè “il sistema non lo permetterebbe”. Allora occorre aggirare l’ostacolo. Ad esempio considerando che lì dove ci sono due stipendi “decenti” in una famiglia sarebbe sufficiente lavorare ciascuno a giorni alterni (l’idea di lavorare 4 ore al giorno non mi convince, specie se il posto di lavoro non è sotto casa), ed andare avanti con l’equivalente di uno stipendio decente (basti pensare che molti, meno ricchi ma più felici) vanno avanti con uno stipendio “indecente”!!! E poi è vero che i fitti sono alti ed i mutui insostenibili, ma questo accade nelle grandi città. In provincia si può vivere con meno. Insomma non credo sia il caso di generalizzare. Poi ci sarà sempre qualcuno che non può permettersi il part time qui ed ora, ma se ci lavora un po’ su e si organizza, crea le condizioni di farlo domani, ad esempio quando finisce di pagare il mutuo (e decide di non accenderne un altro per la seconda casa!!!).

    Ti propongo infine la lettura di un mio articolo in cui parlo proprio dei RAGNI come esempio di esseri “più intelligenti di noi”!
    http://www.benessereinternolordo.net/joomla/index.php?option=com_content&task=view&id=493&Itemid=55

  2. Caro Nello,
    grazie per l’apprezzamento e per le riflessioni e complimenti per l’articolo sui ragni.
    provo a rispondere ad alcune tue riflessioni.
    Per quanto riguarda il salario ad ore ridotte e’ una necessita’ e una proposta legata solamente al fronteggiare costi fissi difficilmente aggitabili a mio parere. E’ vero infatti che nelle province i fitti e i costi sono minori delle grandi citta’ (na non sempre e non tanto differenti sempre) ma non possiamo di certo auspicare o prevedere un ritorno massiccio e ttle verso la provincia e a provincia in campagna. questo per due motivi: potrebbe essere rischioso da un punto di vista urbanistico e potrebbero ripresentarsi le stesse sifuazioni di crescita delle citta’. In secondo luogo penso che la sfida attuale strettamente contingente sia anche nelle citta’. Premetto che abito in provincia ed in una pocincia costosa ove di comprare casa non se ne parla e di fittarlaa si puo’ pensare ma difficilmente con un part rime. E qui vengo ad un altro tuo punto. Mi piace molto l’idea di lavorare a giorni alterni anche se oggi come oggi non la ritengo una cosa fattibile almeno ovunque. L’ingranaggio in cui siamo ci porta a vivere sempre piu’ separati e allora al momento l’univa soljzione e’ che uno lavori un po’ di piu’ di un eentuale partner. Ma cosa suvvede quando arriva un figlio? (maari ne parliamo in un secondo post).
    concludo dicendo quanto gia scritto po chi giorni fs in questo spazio: il denaro e’ solo un mezzo purtroppo necessario e meno se ne dipende meglio e'(tanto per essere un po’ radicali). E se possono essere messi in atto azioni politiche che garantiscano cio’ sarebbe un passo avanti enorme. Mi rendo conto dell’enormita’ della questione pero’ mi sembra giusto porla e discuterne. Anche per creare soluzioni ed esperinza per chi verra’ dopo di noi e che gia’ bussa alle porte.
    Ti ringrazio di cuore per le osservazioni e complimenti ancora per il post ed il resto.
    con affetto
    Alessandro

  3. È stato fondato il 4 ottobre 2009 dal comico Beppe Grillo e dall’imprenditore Gianroberto Casaleggio sulla scia dell’esperienza del movimento Amici di Beppe Grillo, attivo dal 2005 e presentatosi alle elezioni a partire dal 2008 con diverse Liste Civiche a Cinque Stelle.

  4. Non dimentichiamoci che il primo soggetto che ti chiede di lavorare è lo Stato con le sue tasse sempre più alte. La crescita non è altro che pagamento di tasse per pagare i debiti. Quando poi la crescita non cè si parla di patrimoniale che colpisce tutti indiscriminatamente. I costi fissi sono enormi e se non hai un reddito/patrimonio liquido, o vivi sulle spalle di qualcun’altro o ti espropriano anche la bicicletta per non dire altro.

  5. Grazie per le vostre interessanti considerazioni, ma non mi sembra di avere visto considerata l’ipotesi di farsi da soli la propria casa. Ho vissuto a Roma per trent’anni e mezza città (le famose borgate) è stata costruita di sabato e di domenica, facendo debiti e con grossi sacrifici. Da molti anni si parla di co-housing, di eco-villaggi, di case in legno, di case di paglia; anche questo è saper fare. Per me la Decrescita è una sintesi tra i valori di cento anni fa (la cultura del lavoro, della famiglia, della comunità) ed i progressi della scienza, della tecnologia, del sapere. Dobbiamo tutti ricominciare a “sporcarci” le mani e rifiutare la divisione tra lavoro intellettuale e manuale.

  6. Giusta osservazione Marco.
    Personalmente ci avevo pensato. Avevo anche messo in ipotesi le famose Yurta e non la disprezzerei assieme alle tue sopraelencate.
    Condivido il tuo pensiero anche se la mia riflessione (coe quasi tutte) partono dal territorio in cui abito, dove non si può piu’ costruire e anceh per questo il emrcato fissa i prezzi di fitti e acquisto a livelli inimmaginabili. Faccio solo un esempio per capirci 11mq costo 90.000!!!
    Per questo dico che qualcsa bisognerà pur fare per calmierare o reoglare la cosa.
    Un saluto affettuoso.

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