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One thought on “(Italiano) Pianura Padana, non si respira più! Ma non interessa a nessuno”

  1. BLOCCO AUTO, IL FUTURO DELLE CITTA’?

    La mia esperienza di torinese costretto, dalle misure antismog, a muoversi in bicicletta.

    All’inizio, devo ammetterlo, è stata dura da accettare. Inforcare la bici alle sette di mattina con tre gradi sotto zero non era il massimo. Male attrezzato e male organizzato i miei primi sette chilometri (il tratto casa-lavoro) sono stati massacranti anche se sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto di poter percorrere quasi l’intero tragitto su una pista ciclabile discretamente fluida.
    Giorno dopo giorno ho migliorato la mia attrezzatura e ben presto mi sono reso conto che tutto sommato percorrere il tragitto non era “malvagio” anzi presentava molti vantaggi: il tempo che si impiega è paragonabile a quello che si impiega in auto ma non si è sottoposti a vincoli d’orario legati al traffico, si fa attività fisica che fa sempre bene, si risparmia un pò e soprattutto si ha la consapevolezza di fare qualcosa di sostenibile e razionale.
    In effetti, i giorni precedenti, mentre mi spostavo in auto sentivo che c’era qualcosa che non andava nel fatto che per spostare i miei settanta chili dovevo “inforcare” milleottocento chili di ferro e lamiera e trasportarlo per la città con tutto ciò che ne derivava; la mia bici da corsa da dieci chilogrammi svolgeva la stessa funzione in modo molto più efficiente.

    Sento poi i commenti delle persone che si lamentano dei ripetuti blocchi e capisco i disagi che certo non mancano. Ma mi convinco che per cambiare le nostre cattive abitudini c’è pur bisogno di un piccolo sforzo. Del resto oggi circolare in auto, visto il numero dei mezzi circolanti, non da nessun vantaggio – anzi è molto disagevole. Viceversa possiamo immaginare che la guerra ai mezzi privati è una scelta ricca di prospettive. Le biciclette non creano traffico, non inquinano e liberano le strade lasciando la libera percorrenza ai mezzi pubblici che diventerebbero molto più efficienti.

    Muoversi in bicicletta comporta dei piccoli sacrifici ricchi di significato e di prospettive. Possiamo cambiare realmente le nostre città e trasformarle in paradisi di vivibilità. Immaginate autobus che viaggiano liberamente su strade liberate dalle auto private e persone che si muovono in bicicletta su piste ciclabili o su strade liberamente percorribili. Immaginate di poter respirare aria pulita!

    Onestamente non so dire se le scelte dell’amministrazione cinque stelle sia mossa dall’idea di migliorare Torino o dietro ci sia, ancora una volta, una strategia economica messa in atto per favorire la vendita di auto nuove.
    Di fatto, però, da quando seguo le vicende politiche, è una delle poche strategie adottate da un amministrazione che può portare a un reale miglioramento della vita delle persone.
    Invito i torinesi ad continuare per questa strada perchè i loro sacrifici saranno sicuramente riconpensati.

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