The Movement for Happy Degrowth carries out its activities in four main domains:

 

Lifestyles;

Technologies;

Politics;

Culture.

   

We consider these four elements as forming a sort of “stool”, in which three solid legs – Lifestyles, Technologies and Politics – support the top of the stool, Culture.

Without any of these legs, the stool cannot stand. If technologies that reduce resources consumption are used alone, they can cause the so-called “rebound effect”: an energy-efficient car that uses half the petrol of other cars, getting twice the miles per gallon, may induce drivers to travel more. This can only be avoided through a change in people’s lifestyles and a legislation that limits car traffic and encourages public transportation.

Only when the three legs are all together can they effectively support the top of the stool – the cultural paradigm of degrowth – which, in turn, unites and supports the legs. Without a cultural revolution to wipe out the values of growth from our collective imagination, the three “legs” would be but mere firewood.

2 thoughts on “What we do…”

  1. Trovo ottima la scelta del termine “decolonizzazione” per intendere la rivoluzione culturale – che invece mi fa pensare tanto alla Cina- .
    Ha il vantaggio che in una unica parola si intendono sia il rivolgimento sia il fare marcia indietro da tutta una cultura economico-politico- psicologica imposta da centinaia di anni.
    Decolonizzazione è un tirarsi indietro dal colonialismo dell’ economia di mercato che impone alle classi subalterne valori che non appartengono alle loro necessità coinvolgendoli nei sogni capricciosi di una fantasia ormai delirante.
    Es.: avere auomobili senza pilota, mi chiedo, quale ben-essere può apportare a chi ne ha bisogno solo per sportarsi da un luogo a un altro? Per i lunghi viaggi ci sono gli aerei e i treni. Ne abbiamo davvero bisogno? Invece avere automobili con l’autonomia di ricarica solare è utile per tutti… E così via. Occorre saper discernere nelle opzioni della ricerca di innovazione cosa davvero è utile per tutti e cosa è soltanto inventato per i capricci dell’industria e della moda colonizzatrice; ciò in vista di una vita più semplice ed essenziale. Questo “saper discernere” è un lavoro politico che si deve poter fare.

    1. L’innovazione non è mai “neutra”, condivido.

      Ad esempio nel caso delle automobili senza pilota all’innovazione TECNOLOGICA di “fare a meno del pilota” occorre aggiungere l’innovazione ORGANIZZATIVA che consenta a ciascuno di vendere la sua auto senza bisogno di comprarne una senza pilota, limitandosi a “chiamarla” (come ora si farebbe con un TAXI) ed usarla (con costi bassissimi) solo quando serve.

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