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Maurizio Pallante (Roma, 1947), laureato in lettere, principalmente attivo come saggista, è presidente dell’Associazione Movimento per la Decrescita Felice.

Da molti anni si occupa di politica energetica e tecnologie ambientali ed ha svolto lavori di consulenza per il Ministero dell’Ambiente riguardo all’efficienza energetica. È il fondatore del Movimento per la Decrescita Felice e ne dirige le edizioni. Nel 1988, con Mario Palazzetti e Tullio Regge, è stato tra i fondatori del Comitato per l’uso razionale dell’energia (CURE). Ha svolto l’attività di assessore all’Ecologia e all’Energia del comune di Rivoli. Dal 1988 svolge attività di ricerca e divulgazione scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia ed economia, con particolare riferimento alle tecnologie ambientali.

È autore di molti saggi pubblicati da Bollati Boringhieri, Manifestolibri, Editori Riuniti. Scrive anche per diverse testate, tra cui Carta, il supplemento settimanale de La Stampa, Tuttoscienze, il Manifesto, Il Ponte, Rinascita.

Collabora con Caterpillar per la festa della Decrescita felice, di cui è il principale ispiratore. È membro del comitato scientifico della campagna sul risparmio energetico “M’illumino di meno” e della testata online di informazione ecologica “Terranauta”.

Opere

  • Meno e meglio. Decrescere per progredire, Bruno Mondadori, Milano 2011 (ISBN 9788861596412).
  • Pilli, Silvia e la decrescita felice, Edizioni per la Decrescita Felice, Roma 2009 (ISBN 8896085152).
  • I trent’anni che sconvolsero il mondo, Pendragon, Bologna 2010 (ISBN 8883428781).
  • La felicità sostenibile. Filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi, Rizzoli, Milano 2009 (ISBN 9788817031943).
  • Decrescita e migrazioni, Edizioni per la Decrescita Felice, Roma 2009 (ISBN 8896085101).
  • Ricchezza ecologica, Manifestolibri, Roma 2009 (ISBN 8872855527).
  • Un programma politico per la decrescita, a cura di Maurizio Pallante, Edizioni per la Decrescita Felice, Roma 2009 (ISBN 8896085020).
  • La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL, Editori Riuniti, Roma 2005 (ISBN 8835957273).
  • Un futuro senza luce? Come evitare i black out senza costruire nuove centrali, Editori Riuniti, Roma 2004 (ISBN 8835955319).
  • Metamorfosi di Bios. Le molecole raccontano, Editori Riuniti, Roma 2003 (ISBN 8835953472).
  • Ricchezza ecologica, Manifestolibri, Roma 2003 (ISBN 887285279).
  • Un’idea di Roma, con acquerelli di Gabriella Arduino, Priuli & Verlucca, Ivrea 2002 (ISBN 8880681958).
  • L’uso razionale dell’energia. Teoria e pratica del negawattora, con Mario Palazzetti, Bollati Boringhieri, Torino 1997 (ISBN 8833910350).
  • Scienza e ambiente. Un dialogo, con Tullio Regge, Bollati Boringhieri, Torino 1996 (ISBN 8833909808).
  • Le tecnologie di armonia, Bollati Boringhieri, Torino 1994 (ISBN 8833908593).
  • L’estraneità, la ricerca, il tempo, con acquerelli di Gabriella Arduino, Edizioni del Leone, Venezia 1991.
  • I Tallone, prefazione di Gianfranco Contini, Scheiwiller, Milano 1989 (ISBN 8876441220).
  • Moesta et errabunda, raccolta di poesie, Edizioni del Leone, Venezia 1986.

11 thoughts on “Il fondatore Maurizio Pallante”

  1. Mi piace di più praticare la crescita Felice cercando di essere ecologicamente compatibile nel progresso sostenibile. Tornare all’età della pietra nn mi accende alcuna passione. Teresa.

    1. certo, se continueremo a misurare la felicità con la prosperità meramente economica e quindi in quantità di denaro posseduto e spendibile, la parola decrescita,cara Teresa, capisco possa farti paura.
      Se invece iniziassimo a valutare che la felicità potrebbe essere definibile secondo altri valori come per esempio:
      vivere in armonia con gli altri esseri viventi ( umani e animali)
      rispettare i cicli naturali del nostro pianete
      cooperare e condividere con gli altri lasciando da parte egoismi e personalismi
      smettere di sgomitare schiacciando i più deboli ( deboli secondo il pensiero dominante)
      dedicare più tempo alle nostre famiglie, ai nostri amici, alla cultura
      essere in grado di auto produrre almeno una parte del cibo che consumiamo dipendendo meno dal denaro
      farsi bastare quello che si ha senza rincorrere sempre nuovi oggetti da acquistare
      consumare lo stretto necessario per vivere degnamente ( e vivere degnamente non vuol dire avere il SUV o 15 gradi in casa in estate) , anche se questo può risultare ( all’inizio) scomodo rispetto a come siamo abituati

      insomma, se inizieremo a pensare diversamente, se saremo in grado di ridefinire le nostre priorità in tempi molto stretti forse ( e dico forse!) avremo ancora la possibilità di preservare la nostra specie e il futuro delle prossime generazioni.

  2. Un mix da tra una lieve decrescita (tanto nell’economia fasi di flessione sono fisiologici) e una riconversione in energia non basata su fonti non fossili e circolare credia sia la soluzione migliore. Pensare solo alla decrescita in opposizione alla riconversione green e circolare mi indurrebbe a pensare a una continua flessione economica, senza possibilità di mettere da parte grosse somme a fondo perduto necessarie per la ricerca. E poi in un sistema democratico quanto tempo servirebbe per convincere le persone ad aderire a un processo di forte riduzione di viaggi-vacanze, seconde case, automobili e viaa diascorrendo? Uno dei paesi con il minor numero di macchine è la Corea del Nord e questo dice tanto se non tutto. Buoni alcuni spunti di Pallante ma preferirei allora una conversione dello spirito promossa con la testimonianza personale e comunque non basterebbe. Verso il cambiamento climatico dobbiamo necessariamente pensare anche a processi di resilienza. E semmai combattere uniti per una ricoversione degli ingenti finanziamenti statali per i combustibili fossili in energia green ed economia circolare con tutti i problemi tecnici conseguenti per lavorare su questo…

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