Sembrerà un paradosso, nel periodo dell’anno in cui abbondanza e opulenza la fanno da padroni, invitare alla Decrescita, ma chi già fa parte di questo mondo meraviglioso sa benissimo che non è così e che vi sta infilando proprio ora un timido passettino scoprirà che non poteva scegliere momento migliore.

La frenesia natalizia, la rincorsa al regalo, la grande abbuffata, il caos dei centri commerciali, le valanghe di carte e pacchetti comprati, scartati e subito buttati, la pattumiera mai così piena, le tasche così vuote e le menti così stanche. È festa questa? E allora perché non provare a rispolverare i valori tradizionali di queste ricorrenze? Come lo stare insieme, il gioire della condivisione, del tempo libero, del silenzio, degli amici e dai famigliari. E per tutto il resto…

Riduci, ripara, riusa, ricicla! Ovvero: anche e soprattutto a Natale mettiamo in pratica le 4 R della Decrescita.

Riduciamo i consumi: compriamo meno ma meglio. Evitiamo gli sprechi, il superfluo e l’inutile.

Ripariamo ciò che è rotto.

Riutilizziamo ciò che abbiamo: il vecchio albero, la vecchia tovaglia, rispolveriamo i vecchi addobbi.

Ricicliamo tutto il resto.

E non solo per questioni di sobrietà, esigenza o sostenibilità. Facciamolo perché far decrescere un certo tipo di consumi significa far crescere molto altro. Per esempio tutti quei bisogni relazionali e spirituali con cui la cara e vecchia economia non può e non vuole fare i conti. Quella ricchezza che nulla ha a che vedere con il denaro o il possesso.

Infine, per ciò che dobbiamo acquistare, rivolgiamoci magari a piccole imprese etiche, artigiani, mercati… a persone che rispettano il pianeta e i diritti dei lavoratori. Insomma: non facciamo solo i buoni, facciamo in modo che sia Natale per tutti i buoni! 

Passare le feste in Decrescita alla fine non significa altro che questo: trascorrere questi giorni senza devastare (ulteriormente) il nostro pianeta; prendersi davvero cura delle persone a noi care; evitare di regalare a un bambino un giocattolo prodotto da un suo coetaneo; scegliere di non avvelenarsi a ogni abbuffata e di fare del cibo un momento di incontro non solo con chi è seduto a tavola ma anche con chi quel cibo l’ha prodotto; concedersi tempo e concedere tempo a chi si ama.

Insomma, il vero Natale della tradizione. Quello magico, che sa di buono, quello atteso intensamente dai più piccoli, che fa sognare anche i più grandi.

 

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