Nørrebrogade è una delle aree più trafficate di Copenhagen, qui si trova il ponte Queen Louise, un’arteria fondamentale per collegare la periferia con il centro città.

di  per Bikeitalia

Fino al 2008, il Queen Louise Bridge aveva 4 corsie dedicate alle automobili, una stretta ciclabile monodirezionale e un piccolo marciapiede su ciascun lato del ponte.


Il ponte nel 2008


Il primo passo per rendere il ponte bike friendly è stato quello di trasformare le due corsie veicolari più esterne in bike lane, lasciando così solo due corsie centrali per le auto.
Per alcuni anni i ciclisti hanno scelto se utilizzare la corsia ciclabile ricavata sulla strada o continuare a utilizzare la vecchia pista ciclabile in sede propria.
La sperimentazione attuata sul ponte Queen Louise ha permesso di testare i vantaggi delle nuove bike lane su carreggiata, non a caso, quando nel 2016 il ponte è stato riqualificato si è proceduto con l’ampliamento dei marciapiedi e con la riconversione delle corsie ciclabili in percorsi protetti.

Lo spazio dedicato alle auto si è ridotto così in modo permanente, garantendo alle nuove piste ciclabili un’ampiezza di 3,5 metri.

Il numero di automobili transitate sul Queen Louise Bridge tra il 2008 e il 2016 è diminuito del 60%, allo stesso tempo il numero di persone che hanno attraversato il ponte è aumentato di 16mila utenti al giorno, grazie all’incremento dei ciclisti.
La qualità dell’infrastruttura incide quindi sul numero degli utenti in bicicletta: nell’autunno 2016 sono stati contati 48mila ciclisti al giorno.
Inoltre, il ponte è diventato uno spazio pubblico più attrattivo anche per i pedoni che ora possono fermarsi e godere di uno spazio pubblico più accogliente.

A questo si aggiunge l’importante tattica utilizzata dall’amministrazione danese: prima ha optato per una trasformazione sperimentale, solo poi per una definitiva, evitando così errori in fase di progettazione e realizzazione dell’opera.

Il caso del Queen Louise Bridge dimostra quanto sia importante la ridistribuzione dello spazio stradale. 

Gli standard di ampiezza più ampi e il comfort superiore alla media garantiscono un incremento del numero di persone che scelgono di utilizzare la bicicletta.

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Elena Tioli

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